La rinascita artistica e personale grazie a Rastafari. E' una bella storia di musica e spiritualità quella che ci racconta Sinead O' Connor, volata a Kingston per presentare "Throw Down Your Arms", il suo nuovo disco che uscirà agli inizi di ottobre.
Un disco con il quale l'artista irlandese rende omaggio ai grandi della roots music, reinterpretando alcuni brani immortali quali "Door Peep" e "Marcus Garvey" di Burning Spear, "Curly Locks" di Junior Byles, "Downpressor Man" di Peter Tosh e "War" di Bob Marley. Alla conferenza stampa di presentazione Sinead O'Connor ha dichiarato che si tratta di un "Rasta album, perchè gli insegnamenti di Rastafari mi hanno salvato la vita, e quando qualcuno salva la tua vita la sola cosa che puoi fare è donargliela". E così accompagnata dai gemelli del ritmo Sly & Robbie si è chiusa negli studi della Tuff Gong di Kingston per realizzare il suo omaggio musicale a chi gli ha permesso di dare una svolta alla propria vita. In pa rticolare la singer ha sottolineato come il Rastafarianesimo ha il grande merito di "salvare Dio dalla religione". Parole rese ancora più forti grazie al passato tempestoso di Sinead O' Connor che con le religioni ufficiali ha sempre avuto un rapporto difficile.
Memorabile l'episodio nel quale, durante uno show trasmesso in televisione il sabato sera, l'artista fece a pezzi una foto di Papa Giovanni Paolo II, gettando nel panico gli organizzatori della trasmissione. Per non parlare poi della evidente sterzata musicale che la singer irlandese ha dato al suo percorso artistico, passando da un introverso pop new age, alla solarità della roots music.
In attesa di ascoltare "Throw Down Your Arms", vi proponiamo questa piccola chicca nella quale Burning Spear discute ed intervista Sinead O' Connor.
INTERVISTA
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Burning Spear: Cosa ti ha spinto a farti coinvolgere nella roots music, fino al punto di realizzare un album?
Sinead O'Connor: Penso che sia una scelta legata ad un fattore religioso. Sono cresciuta con una cultura fortemente cattolica tenendo conto che l'esperienza cattolica dell'Irlanda è molto diversa dagli altri paesi. Sono cresciuta in una cosa che voi potreste chiamare per certi aspetti una teocrazia, nella quale degli anziani mi impartivano degli insegnamenti su Dio che io, seppure bambina, li sentivo falsi. Un'altra cosa della quale mi accorsi era che la musica era una delle strade per raccontare molte bugie su Dio. Molte delle canzoni religiose venivano deliberatamente realizzate senza sentimento ed emozioni, tranne le canzoni di Natale perchè riuscivano a farti piangere visto che parlano di bambini che stanno per nascere e tutte queste cose qui. Ho sempre desiderato poter ascoltare canzoni religiose che non fossero così noiose e che non perpetuassero questa falsa concezione di Dio, così come la dottrina cattolica insegnava. Così sono stata sempre interessata a salvare Dio dalla religione e a cantare una canzone come fosse una preghiera. La musica Rasta è la sola che segue questa strada. Senti lo spirito di Dio vivere in questa musica.
Burning Spear: Così è come se tu stessi sentendo le radici e la storia che c'è alla base della nascita della reggae music.
Sinead O'Connor: Certo, anche se sono una irlandese. E questo perchè, anche se provenienti da diverse culture, uguali sono i sentimenti che spingono una persona nata in Irlanda a voler fare della musica. C'è lo stesso ardente desiderio di voler creare un collegamento tra Dio e la verità. Guardi il mondo e vedi la gente "fottersi" l'uno con l'altro. Molti mali si possono curare solo se la gente realizza che non si può affidare un problema spirituale alla politica. Molto lavoro deve essere fatto nel mondo in relazione a come la gente crede in Dio e su cosa pensano che Dio possa o non possa fare. Sento che i Rasta sono la gente che ha la più immensa fede in Dio e credono che Dio viva dentro e intorno a noi. Non penso che la religione insegni questo. Non mi è mai piaciuta la parola "God", preferisco chiamarlo Spirito Santo. Per me lo Spirito Santo è nella musica rasta e per questo è un lavoro nel quale mi piacerebbe essere coinvolta per contribuire ad aiut are l'umanità a salvare Dio dalla religione, perchè Dio e la religione sono due cose ben diverse.
Burning Spear: Hai mai pensato che un giorno avresti fatto reggae music?
Sinead O'Connor: Si, ho sempre saputo di voler fare musica spirituale e penso che in futuro sperimenterò altre forme di musica religiosa. Ma se oggi voglio fare questo è grazie alla musica rasta. Così sono 15 anni che pensavo che un giorno avrei realizzato un disco del genere. La prima vera canzone rasta che ho ascoltato è "Greetings" di Half Pint.
Burning Spear: Perchè hai scelto queste canzoni da mettere nel disco?
Sinead O'Connor: Intendi tutte le canzoni, o le tue in particolare?
Burning Spear: Le mie, perchè hai scelto queste mie canzoni?
Sinead O'Connor: Sono le tue canzoni che amo di più. Quelle che metto quando sono in macchina per poi cantarle a squarciagola. La prima volta che ho ascoltato la tua musica è quando sono andata a Los Angeles nel 1990. Andavo in giro con la macchina ascoltando le tue canzoni. Per questo ho deciso di sceglierle, perchè le amo e perchè mi hanno ridato l'interesse per la vita..
Burning Spear: Per il disco hai scelto una delle immagini più belle di quando eri più giovane. Come mai?
Sinead O'Connor: Penso perchè oggi sono brutta e vecchia (entrambi ridono,ndr). Sono molto meglio in quella fotografia.
Burning Spear: Non penso che tu sia vecchia e brutta, ma semplicemente appari per quello che vuoi essere.
Sinead O'Connor: E' vero, stavo scherzando. Penso che ci siano due ragioni per aver scelto quella fotografia. Fare questo disco ha significato per me creare un collegamento con lo Spirito Santo, che per me è la cosa più importante della mia vita insieme al rapporto che ho con i miei bambini. E la fotografia rappresenta uno dei momenti più importanti per una ragazza cattolica, perchè è stata fatta durante la prima comunione. Quello è un giorno nel quale prometti di provare a servire lo Spirito Santo con tutta te stessa. Così quel giorno ha rappresentato per me tante cose, sopratutto il motivo per il quale alla fine ho deciso di fare questo disco e di farne altri nella convinzione di dedicarli a Dio.
Burning Spear: E' un'immagine unica e inusuale, ma sopratutto non si vedono così spesso.
Sinead O'Connor: No, effettivamente!
Burning Spear: Penso che avrà un forte effetto sulla gente perchè così potranno capire chi sei e da dove vieni.
Sinead O'Connor: Posso farti una domanda? Come sei arrivato a scrivere canzoni come "Marcus Garvey" e "Door Peep" e tante altre? Come queste canzoni sono arrivate a te?
Burning Spear: Io vengo dal parish di St. Ann dove Marcus Garvey è nato. Quando andavo a scuola non mi insegnavano molto sui nostri eroi, e Marcus Garvey è uno dei nostri eroi più importanti sul quale ci dicevano poche cose. Così mentre crescevo ascoltavo tutti coloro che conoscevano Garvey sia perchè erano anziani e saggi, sia perchè avevano letto molti libri che parlavano di lui. Nell'ascoltarli mi trasmettevano ispirazione, vibrazioni e spiritualità.
Sinead O'Connor: Se tu dovessi dire a qualcuno che non conosce Marcus Garvey cosa rappresenta e quale è la sua rilevanza oggi, cosa diresti?
Burning Spear: L'intero movimento di Garvey voleva creare un governo nero, il cui posto era naturalmente in Africa e precisamente in Liberia. Egli credeva che la gente nera potesse avere le proprie banche, che potesse avere tutte le cose che avevano gli altri, e che noi potessimo creare legami e relazioni con altri paesi di natura commerciale e politica. Questo era il piano, molto più di un semplice governo. Purtroppo non è riuscito a far partire la sua compagnia navale, la Black Star Line. C'è molta confusione su cosa successe a quei tempi. Ci furono molte persone gelose ed avide che non riuscirono a capire la strada che Marcus Garvey stava percorrendo. Pensavano che Garvey non dovesse dire certe cose. La gente temeva di parlare dei loro diritti, aveva paura di dire ai governi che quello che facevano al popolo nero era sbagliato. Cercava di mostrare ai neri in America come aprire le loro bocche: "Dovete imparare a parlare! Dovete imparare a chiedere su tutto ciò che vi riguarda. Avete bisogno del vostro spazio. Le vostre voci devono essere ascoltate". Questo è quello che diceva Marcus Garvey.
Sinead O'Connor: E tutto questo avveniva prima che arrivasse Martin Luther King?
Burning Spear: Molti altri fratelli hanno imparato da Marcus Garvey. Lui era "the original teacher".
Sinead O'Connor: Quello che dici assomiglia molto alla storia di un nostro eroe nazionale irlandese, Patrick Pearse (un leader indipendentista che venne ucciso per aver partecipato alla rivolta del 1916). Era un oratore come Garvey. Su di lui vennero dette un sacco di cose false, vero?
Burning Spear: Si, tante falsità contro lui. Ma quando tu ti ribelli in nome dei tuoi diritti, significa che ti stai buttando nella lotta. Quando decidi di metterti contro il sistema, significa che dovrai patire molte sofferenze, sopratutto quando il sistema capisce che la direzione sulla quale ti muovi cattura molta attenzione da parte della gente.
Sinead O'Connor: Quando hai deciso di voler insegnare attraverso la tua musica?
Burning Spear: Non conoscevo nulla della musica fino a quando non ho avuto 26 anni. Ho cominciato quando avvertivo che le mie mani si muovevano autamaticamente, come se volessero suonare un tamburo. Non avrei mai immaginato che questo segnale si sarebbe trasformato in ciò che è diventato oggi. Ho cominciato a sentire la musica e a sentirmi coinvolto da essa negli anni '60, così ho provato a cantare qualcosa. Poi mi unii a due ragazzi con i quali cominciammo a sperimentare le prime melodie. Non pensavamo mai di voler fare un disco, ma cantavamo solo perchè ne avevamo voglia. Mi ricordo che quando ero a Kingston più di un uomo mi avvicinò domandandomi se conoscessi Jomo Kenyatta. Io non sapevo chi fosse fino a che un uomo, molto preparato nella storia africana, mi spiegò che si trattava del primo Presidente del Kenya e che molti lo chiamavano Burning Spear. Questo nome mi colpì al punto tale che decisi anche io di chiamarmi in quel modo. Era il 1969 quan do nelle colline di St. Ann incontrai Bob Marley al quale parlai della mia voglia di intraprendere la carriera musicale. Tra noi nacque subito un buon rapporto e fu lui a parlarmi di Studio One.
Sinead O'Connor: E quando trovasti Rastafari?
Burning Spear: Agli inizi degli anni '70 cominciai ad avvertire la vibrazione, l'ispirazione e la spiritualità di Rastafari.
Sinead O'Connor: Quanti anni avevi?
Burning Spear: Avevo 30 anni. Ricordo che ero sulla spiaggia. Eravamo soliti recarci a Key Largo, una piccola spiaggia nella baia di St. Ann. Una mattina mi svegliai sulla spiaggia e dopo aver fatto la doccia presi il pettine per sistemarmi i capelli. Il pettine si spezzò in due e mi ricordo che dissi "Rastafari". Subito dopo uscii dalla capanna che era sulla spiaggia ed ebbi la sensazione che il mare fosse così vicino tanto da poterci camminare dentro. Presi i due pezzi del pettine e li buttai nell'oceano esclamando "Rastafari! This Is It". Fu da allora che cominciarono a crescermi i dread. Quando cominciai a frequentare Studio One pensavo che se avessi tagliato i dread le cose potevano andare meglio ma mi sbagliai visto che una volta tagliati i dred tutto peggiorò. Fu l'unica volta che tagliai i dread. Ecco come sono andate le cose. Tutto prende vita dalle mie radici, dalla mia storia, dalla mia cultura, dalla mia musica, dal mio sitile di vita. Tutto è partito da Key Largo Beach.
(Ad ottobre uscira il nuovo disco di Burning Spear "Our Music")
da
www.reggaerevotution.it