Altro importante annuncio live per il Mamamia Festival Estate 2006!!
THE CULT IN ITALIA!!!
Grande reunion per THE CULT, icona hard rock dark di fine anni 80 e inizio 90. Ian Atsbury, Bill Duffy e soci saranno nel nostro paese per un'unica data italiana nel mese di Luglio nella quale ripercorreranno la storia della band attraverso due ore di musica. Ecco i dettagli della data:
THE CULT
01/07 Senigallia (An), Mamamia Rock Club
La data si terrà all'aperto, in caso di pioggia sarà spostata all'interno del locale.
I Southern Death Cult, nati nell'autunno del 1982, facevano parte delle tetre schiere del dark-punk, da cui si distinsero per i chitarrismi heavy-metal, per il percussionismo tribale, per liriche poetiche e vocalizzi tragici. Il singolo Fatman e il solenne EP Moya li imposero su una scena che cambiava in continuazione, ma l'album Southern Death Cult (Beggars Banquet, 1983) era terribilmente vuoto di contenuti. Il gruppo cambio` nome in Death Cult per un paio di EP (in particolare la Ghost Dance). Finalmente Ian Astbury (canto) e Billy Duffy (chitarra) formarono i Cult sulle ceneri dei loro gotici esordi. Il gruppo venne annunciato dal sound energico e dirompente, melodico e ballabile, di Spiritwalker. Dreamtime (Beggars Bamquet, 1984) mise a punto una formula praticamente infallibile: Horse Nation era costruita su strati di percussionismi tribali, di chitarrismo petulante, di crooning enfatico. Go West eccedeva in febbrili cadenze funky, Gimmick indulgeva in sonorita` orientaleggianti. Apice melodico e melodrammatico del disco era forse il finale, il Bad Medicine Waltz. Astbury aveva astutamente sostituito le pose gotiche dei primi anni con uno spiritualismo ispirato ai pellerossa d'America.
I Cult abbracciarono del tutto l'hard-rock con Love (1985): riff di chitarra in primo piano, produzione scintillante, ritmo marziale. Le canzoni, impostate su ritornelli e riff sentiti mille volte, non provano neppure a esibire un minimo di originalita`. Love vibra di echi infiniti dei maestri del bluesrock piu` sincopato, dai Free ai Faces, cosi` come Phoenix e` una variazione sul wah-wah selvaggio e sulla cadenza marziale di White Room (Cream) e Revolution rifa` il verso ai Led Zeppelin. Provano ad essere originali soltanto nel ballabile brioso di Big Neon Glitter e Hollow Man. She Sells Sanctuary, il vertice di questa fase, scaturisce semplicemente dalla fusione fra le due maniere, con un pizzico di demonismo in piu`.
Electric (1987) prese invece a modello i Rolling Stones in Wild Flower e in Love Removal Machine. L'album sprizza energia blues da tutti i pori, avendo mandato a memoria la lezione di AC/DC (Lil` Devil), Cream (Aphrodisiac Jacket), Free (Electric Ocean), Led Zeppelin (King Contrary Man), Golden Earring (Bad Fun).
Il gruppo si trasferisce a Los Angeles e diventa parte della scena "street". Sonic Temple (1989) vende tre milioni di copie, assestandosi fra i classici commerciali del genere (Automatic Blues il nuovo furto dai Led Zeppelin, Fire Woman il brano piu` originale).
Ceremony, Wild Hearted Son e White sono i brani di punta di Ceremony (1991), registrato da Astbury e Duffy con veterani sessionmen.
Preceduto dal singolo Coming Down (Sire), esce Cult (Virgin, 1994), le cui Gone e Real Girl rimediano alle cadute degli ultimi anni e riprendono lo studio scientifico dell'hard-rock degli anni '70. Il gruppo si scioglie pero` subito dopo.
High Octane Cult (Beggars Banquet) e` un'antologia che contiene tutti i brani piu` salienti.
Parente stretto di Danzig, Astbury vive le contraddizioni e le ipocrisie di un epigono che ha occultato (sia pur temporaneamente) la memoria dei suoi modelli: adesso deve iniziare a camminare con le proprie gambe
(tratto da
www.scaruffi.com)
Assolutamente da non perdere!!