23 Maggio 2012, 23:38:59
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Autore Topic: JOSEPH HILL dei Culture muore a Berlino  (Letto 424 volte)
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carlitos
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« il: 22 Agosto 2006, 23:40:40 »

JOSEPH HILL muore a Berlino
 
"CULTURE vuol dire avere la forza di educare di elevare e di istruire non solo la propria gente ma tutto il mondo".
In queste parole di Josph Hill viene tracciata l'identità di una band che ha scritto, e scrive pagine importanti della storia del reggae.

Musica che torna alle origini per assorbire le primordiali pulsazioni. Musica che, per esprimere pienamente sé stessa, ha bisogno di essere accompagnata da messaggi chiari e precisi, che ti entrano dentro e ti lasciano una traccia indelebile nella tua anima. La storia dei Culture è essenzialmente la storia di Joseph Hill.

Il seme di questo splendido albero. Anche in questo caso tutto nasce a Studio One. E proprio nei mitici studi di Sir Coxone Dodd che Hill muove i primi passi con i suoi " Defenders" cantando e suonando le percussioni. Subito dopo una serie di collaborazioni con i più celebri artisti. Lo stesso Bob Marley, dopo aver ascoltato la magia dei suoi tamburi, lo invita a suonare in "Babylon System", canzone contenuta in "Survival".

L'idea di fondare una band è tutto merito di Albert Walcker che con Joseph Hill e Kenneth Dayes dà vita agli "African Disciplines" ( discepoli africani . N.d.R.). Ma solo l'incontro con il produttore Joe Gibbs e la trasformazione del trio vocale in "Culture" pone le basi del successo che, dopo pochi anni avrà poporzioni internazionali. Nel 1977 esce " Two Seven Clash ", il primo magnifico atto dei Culture. Puro roots & culture arricchito da testi profetici e profondamente spirituali . Ma non c'è solo questo nelle parole di Joseph Hill; la sua capacità di commentare la realtà che lo circonda lo rende uno dei più grandi messaggeri che la musica reggae abbia mai conosciuto. Afare compagnia ai Culture in sala di incisione ci sono musicisti del calibro di Sly Dunbar, Robbie Shakespeare e Llyod Parks. Gli innumerevoli singoli registrati nel '77 permettono l'uscita di altri due album raccolta e cioè "Baldhead Bridge" e "More Culture". Nel frattempo il rapporto con Joe Gibbs conosce delle incrinature e l'incontro dei Culture con Sonia Pottinger
rende la frattura definitiva.

Ma prima del fatidico incontro con la produttrice americana, Joseph Hill e compagni trovano il tempo di partecipare al One Love Peace
Concert insieme a Bob Marley e di registrare una serie di tracks all'Harry's Studio, con le quali esce un album non ufficiale
"Africa Stand Alone", vera preziosità per i collezionisti. Ma ritornando all'incontro con Sonia Pottinger, è lei che permise ai
Culture di esibirsi per la prima volta negli Stati Uniti, intervenendo direttamente per il rilascio dei passaporti necessari
all'espatrio. La collaborazione con Sonia Pottinger dà subito i suoi frutti. Tra il '78 e il '79 escono infatti "Harder Than The Rest", "Cumbolo" e "International Herb", tra i migliori album mai realizzati dalla band.

Questi dischi arrivano anche in Inghilterra dove vengono distribuiti dalla label Virgin Frontline. Il sodalizio con la Pottinger poi
i primi momenti di difficoltà. Albert Walker e Kenneth Dayes notano come, all'esterno,l'identificazione del nome Culture con quello
di Joseph Hill diventa sempre più evidente.
E infatti è proprio la sua grande personalità e il suo grande talento a relegare gli altri due amici sempre in posizione secondaria. Nel 1982 lo scioglimento diventa definitivo ma il marchio Culture non
scompare. Infatti continua a vivere e splendere
grazie alla sapiente intelligenza e all'enorme talento di Joseph Hill. Esce così un nuovo disco "Lion Rock" e tutto sembra
essere rimasto uguale. Per qualche tempo Hill scompare dalla scena regalando ai suoi fans solo qualche fugace apparizione live.

Arriva il 1986 e i Culture ritornanoin auge di nuovo uniti. Da questa ritrovata comunione di intenti viene fuori "Culture In Culture" con Joseph Hill nella veste anche di produttore insieme a Alvin Ranglin.
Nella canzone "Captured Rasta" la band sperimenta, per la prima volta, le sonorità dancehall. Cominciano i primi tour
intercontinentali e per tutti la band rappresenta il roots-reggae che non vuole morire e mai morirà.

Nel 1986 è la volta dell'album "Culture At Work", altro tassello fondamentale nell'evoluzione musicale dei Culture.
Viene realizzato anche il primo video musicale emozionante testimonianza del lungo tour che la band intraprende negli
States tra il 1987 ed il 1988. In quest'ultimoanno esce anche un disco dal titolo "Good Things" con Hill ancora produttore. Per la
Shanachie esce il bellissimo e palpitante "Nuff Crisis".

Una piccola svolta nella musica del gruppo avviene con la
registrazione del disco "Three Sides Of My Story" dove diventa ampio l'utilizzo delle sonorità moderne. Il disco non piace
molto ai fans, e lo stesso Joseph Hill non è contento del risultato. Siamo agli inizi degli anni '90 e questa volta Dayes abbandona
definitivamente il gruppo. Con Albert Walker ancora presente, i Culture ritornano repentinamente sui propri passi.
"Wings Of A Dove", uscito nel 1992, è il risultato di questo ritorno al passato. Nei loro tour Joseph e Albert si fanno accompagnare
da una band chiamata Dub Mystic formata da elementi che diventano sempre più preziosi anche in sala di incisione.
"One Stone" , "Stoned" e "Trust Me" sono solo i tasselli di un cammino con tanta altra strada da percorrere.

Il 14 Agosto a Berlino, dopo un malore Joseph ci lascia e passa a miglior vita. " WORLD PEACE" lasciatoci in eredità è un ultimo messaggio d'amore per tutti noi.


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mdj
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« Risposta #1 il: 24 Agosto 2006, 21:53:08 »

r.i.p.
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MIK
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« Risposta #2 il: 25 Agosto 2006, 01:51:32 »

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