|
carlitos
|
 |
« il: 12 Settembre 2006, 13:24:56 » |
|
Rebelution - Il Disco
L'approccio nell'ascolto di un disco di Tanya Stephens è fondamentale per trarne poi un giudizio finale. Se lo metti su partendo da una non negoziabile posizione di rootsman sfegatato, farai appena in tempo ad ascoltare i beats iniziali prima che il panico si impossessi di te. Se invece ti senti pronto ad ascoltare un prodotto discografico cosmopolita e variegato e con l'idea che la musica jamaicana può anche realizzare questo tipo di dischi, allora resterai piacevolmente sorpreso. Sono diversi gli aspetti che rendono "Rebelution" un disco particolare e a suo modo unico. Lo stile vocale di Tanya, la cura particolare dei suoni e le lyrics più mature che mai oltre che un approccio originale e coraggioso, fanno di questo album un ottimo concentrato di musica, vibrazioni, sensazioni ed emozioni tanto da spingere il sito della Billboard (responsabile delle classifiche negli Stati Uniti) a parlare di un disco "eroicamente grande". Partiamo dal primo singolo estratto dall'album, "These Streets", cantato in puro stile dancehall da Tanya Stephens su una morbida base sonora arricchita dai riff di chitarra tipicamente folk, da ottimi cori senza rinunciare all'influenza di reggae classico. La canzone narra la difficile condizione di una donna che vive amando uno spacciatore di droga, costretto o semplicemente contento, di trascorrere buona parte della giornata in strada. In "Keep Looking Up", Tanya affronta il delicato argomento religioso con un frontale attacco a tutte le diverse e innumerevoli dottrine che raffigurano Dio come colui che si trova in una sorta di cabina nel cielo, senza accorgersi che Dio e il suo misticismo è tutto intorno a noi.Il riddim sul quale scorre questo pezzo è un morbido reggae lovers dalle sonorità ovattate. La singer mostra molto coraggio nell'affrontare anche una questione così delicata come l'omofobia e la sua associazione alla dancehall nella canzone "Do You Still Care", un pezzo dalla melodia semplice e per questo efficace. Dissacratoria e provocante è "Cherry Brandy", una sorta di atto di discolpa di chi beve un "bicchiere" quando si sente solo e triste. Ritorniamo a come si apre questo "Rebelution" che dopo un breve intro, propone il manifesto personale della cantante che nel brano "Who's Tanya", su corposi battiti dancehall, presenta il proprio manifesto musicale. Ancora ritmi influenzati dalla urban music con "Put It On You" e "Still A Go Lose". "Rescue Me" è uno degli episodi più ballabili dell'intero disco, con basso e batteria assoluti protagonisti, così come "Spilled Milk" rappresenta invece il momento più romantico, grazie anche ai dei cori davvero ben curati. Tante ottime vibes arrivano dalle tracce "The Truth" e l'intensa "Rosa". In particolare questa track ci dimostra appieno il grande talento di Tanya Stephens che scrive una canzone impietosa contro chi pensa di cambiare il mondo imponendo il modello che lui ha deciso di scegliere per gli altri. In un passaggio della canzone Tanya dice "che il popolo nero ha dovuto fare tutti questi sacrifici oltre che ad aver subito tante ingiustizie per vedere un giorno una donna nera (Condoleeza Rice) al servizio di un uomo come Bush. Non resta che invitare tutti all'ascolto di questo disco che ha comunque il grande merito di sorprendere e colpire.
|