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carlitos
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« il: 20 Settembre 2006, 16:13:32 » |
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SIZZLA: E' TEMPO DI REDENZIONE
-------------------------------------------------------------------------------- Purtroppo si parla di Sizzla solo quando il bobo dread di August Town è implicato in qualche torbida storia. Sembra che la musica, per i media che seguono il cantante, sia passata in secondo piano quasi come se Sizzla non ne facesse più.
Eppure l'attività discografica di Sizzla non conosce soste come dimostra anche questa prima parte del 2006 che ha visto uscire una miriade di singoli e ben tre album. Inutile dire che il talento cristallino mostrato agli inizi della sua carriera musicale resta un lontano ricordo. Proprio il continuo essere in sala di registrazione ha abbassato notevolmente il livello delle sue produzioni, anche se in questo marasma discografico qualche piccolo gioiello sempre lo si scova.
A noi preme parlare della musica che l'artista continua a fare e per questo di seguito vi presentiamo i tre album usciti in questi mesi a partire da "Ain't Gonna See Us Fall" che ha ottenuto un buon riscontro di vendite soprattutto negli Stati Uniti dove il bobo dread è particolarmente amato dai giovani dei ghetti americani, motivo per il quale i produttori di hip hop cercano di accaparrarsi i suoi servigi. Il disco è distribuito dalla Vp Records e contiene 16 tracce frutto della collaborazione con Sizzla con diversi produttori quali Neil Amos della Free Willy Productions, Christopher Birch, Rohan Fuller e Dwayne Chin-Quee. Diversi i singoli contenuti nell'album tra i quali alcuni di questi hanno ottenuto un ottimo successo in Jamaica come la numero uno "I'm With The Girls", "Run Out Pon Dem", "Sad Mistake" e "Hot Like Fire".
Il disco si apre con la title track "Ain't Gonna See Us Fall", una morbida ballad cantata magnificamente da Sizzla, sempre più bravo a misurarsi su riddim lenti. Una delicata ma al tempo stesso appassionata preghiera per il popolo jamaicano. Senza particolari spunti il brano successivo "People Need Love", anche se il messaggio trasmesso è davvero molto positivo. Possente ed energica è invece "Judgement Tek Dem", che scorre su un ritmo dancehall serrato e ballabilissimo. Ancora ritmi dancehall con i brani "Sad Mistake, già uscito come singolo su Baba riddim, "Rich And Beautiful" e la hit "Run Out Pon Dem" su Applause riddim. Il disco scorre abbastanza monotono con altre canzoni quali "Kill You" e "Hot Like Fire" oltre che un'altra tune che ha avuto molto successo sull'isola ovvero "I'm With The Girls", un tenero omaggio alle donne da parte del bobo dread sul riddim di successo Military. Con "Goodness" si chiude la lunga parentesi dancehall per ridare spazio nella parte finale dell'album ai ritmi new roots e ad atmosfere più ovattate. Lo dimostrano brani come "Somewhere" su Father Jungle riddim, la romantica "Knowing Each Other", la deliziosa "Stop Fighting" e la splendida "Thanks And Praie" su Cry Baby riddim. In generale un disco che non verrà ricordato a lungo perché alterna momenti ispirati ad altri assolutamente da dimenticare.
Con l'album "Jah Protect", distribuito dalla Penitantiary, poi un po' ci si arrabbia. Il motivo è l'innata attitudine di questa label di prendere titoli usciti negli anni scorsi, cambiarli di nome e riproporli in compilation che escono con il solo scopo di raccattare qualche soldo. E così questo album ci propone brani quali "Placet Earth" già uscito in "Rastafari Teach Me Everything" o "Just Like", già apparso sul disco "Speak Of Jah" con il titolo "Vision". E seppure non manca qualche buona parentesi come i brani "Black People Suffering" e "Liberate The Poor", "Jah Protect" può benissimo essere del tutto ignorato anche dai fans più sfegatati di Kalonji. A toglierci una fastidiosa sensazione di parziale insoddisfazione, ci pensa l'ultimo album in ordine cronologico ad uscire, ovvero "Waterhouse Redemption", dove in cabina di regia c'è un certo King's Jammy, un marchio di credibilità oltre che di qualità. Alla fine l'incontro tra talenti ci dona un disco finalmente convincente nel quale Sizzla può evidenziare tutte le sue innumerevoli qualità artistiche, vocali e di autore. Ma soprattutto avviene quella magia strana che solo i jamaicani sanno propiziare quando decidono di far rivivere, rivisitare e reinventare il passato, con il chiaro intento di sottolineare che il reggae senza passato è come un albero senza radici. Con "Waterhouse Redemption" l'incontro tra vecchio e nuovo riesce perfettamente e soprattutto ci restituisce un Sizzla incredibilmente a suo agio su vigorose o più morbide basi new roots.
L'album si apre con una infuocata version del celeberrimo I Love King Selassie riddim dei Blach Uhuru che il bobo dread ci ripropone con il nome "One Love". Ricordiamo che fu proprio Jammy l'ideatore di questa base nel 1977 e poi consegnata ai quasi esordienti Black Uhuru. Sempre dagli archivi di King's Jammy arrivano i pezzi "Commandment" (il cui orignal fu registrato da Half Pint con il titolo "Mr. Landlord"), e "Someone Loves You" (ancora una volta sull'immortale Sleng Teng riddim. Da Channel One, dove nacque con il nome di M16, arriva la base sulla quale Sizzla interpreta "It's Possibile". E ancora più indietro con le tracce "Right Day", sul famoso riddim rocksteady "Ba Ba Boom" registrato a Treasure Isle dai Jamaicans, "Thanks And Praie", version della classic "Right Day" di Derrick Harriot e "Let Me Love" che non è altro che la tune "Without Love" registrata da Ken Boothe a Studio One.
Sul versante delle lyrics, il disco è pervaso da messaggi positivi di grande impatto che un po' ci fanno dimenticare il Sizzla arrabbiato e sempre e comunque contro. Ne esce sicuramente un artista più maturo e consapevole di quanto un approccio morbido su tempi anche scottanti possa dare maggiori benefici di un attacco a testa bassa. E' di questi giorni la notizia che nel mese di ottobre uscirà ancora un disco di Sizzla. L'album si chiamerà "The Overstanding" e sarà distribuito dalla Damon Dash Music Group in collaborazione con la appena nata Kalonji Records. Naturalmente noi di Reggae Revolution saremo qui per parlarne.
da reggaerevolution.it
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