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D.F.J.F.
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« Risposta #4 il: 15 Novembre 2004, 10:22:33 » |
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LA CARTA IGENICA ROSA Il progresso tecnologico che si sviluppa nel corso dei decenni, ha mille sfaccettature, mille storie da raccontare, ed è misurabile attraverso i risultati ottenuti Il progresso tecnologico che si sviluppa nel corso dei decenni, ha mille sfaccettature, mille storie da raccontare, ed è misurabile attraverso i risultati ottenuti nei più svariati campi. Questo stesso progresso, spesso favorito da piccole e grandi scoperte nel settore chimico, ad un'attenta analisi, lo si può chiaramente riscontrare osservando anche i più impensabili oggetti domestici: un semplice rotolo di carta igienica, ad esempio. Già, perchè neppure un componente particolarmente naturale come quello della carta può sfuggire alla necessità di apportare migliorie a livello di comfort e di praticità d'uso. I puristi forse inorridiranno, i realisti semplicemente non potranno fare a meno di esclamare: "E' vero, è vero!" quando si va a ricordare che negli anni 70, una delle situazioni più grottesche che si potevano verificare in ambiente casalingo era rappresentata proprio dall'utilizzo di quei metri di carta arrotolati attorno ad un cilindro di cartone e sistemato nelle toilette. Alzi la mano chi non ha mai avuto a che fare con il (mitico?!, drammatico?!...) rotolo di carta igienica di colore rosa. Il colore, in un epoca dove la policromia era rito ovunque ma anche dove i coloranti (specie quelli utilizzati per alimenti) erano banditi, non rappresentava di per se' alcun problema, anzi, si poneva come alternativa al classico bianco che da sempre imperversava. Il dilemma, o punto oscuro della vicenda, semmai, era costituito dalla composizione della carta stessa le cui caratteristiche principali erano rappresentate dallo spessore tipo carta di giornale (ma forse, a livello di grammatura, qualcosa in più della pagina di un quotidiano) e (ecco l'elemento che tanto ha fatto e ancora fa discutere) dalla sua particolare rasposità o ruvidezza che dir si voglia. Una vera e propria mini-tortura corporale che ci si autoinfliggeva ogni qual volta ci si trovava a dover utilizzare l'indispensabile quanto "ostile rotolo". Battute, verità, considerazioni: in molti ricordano bene ed alcuni di essi si sono espressi sul tema: "Il vantaggio era che faceva "pendant" con certe ceramiche rosa di puro stile anni '70", sentenzia chi cerca di trovare una motivazione alternativa e di stile a ciò che di alternativo aveva praticamente tutto e di stile ben poco. Ed ancora: "Se c'è una cosa che non rimpiango degli anni '70 è la carta igienica, spesso così ruvida da provocarmi irritazioni". Qualcuno tenta di analizzarlo dal punto di vista culturale:"Ricordo che un mio amico la utilizzava spesso come carta da lettera". Altri da quello più "naturale": "La composizione granulosa mi ha sempre fatto pensare che fosse fatta con scaglie della pietra pomice che faceva spesso capolino nelle vasche da bagno". Altri ancora senza mezzi termini: "Ma era vera carta o carta vetrata?". Oppure: "Era forse pensata per corpi di acciaio inossidabile o di pietra?". Forse, diremmo noi, l'antesignana degli attuali prodotti cosmetici esfolianti? Certo, non tutti gli italiani la utilizzavano anche perchè era comunque una soluzione "proletaria", a basso costo, ed infatti qualcuno ricorda che "era semplicemente carta igenica per chi voleva risparmiare..." Le battutacce si sprecavano e tra le più pesanti circolava (e circola ancora) quella per la quale l'oggetto in questione sarebbe stato capace di far perdere una importante dote a qualche giovane fanciulla del periodo. Fantasticherie, ovviamente, ma che danno effettivamente il senso preciso di come il suo utilizzo potesse risultare assolutamente fastidioso. Il prodotto era in vendita prevalentemete presso i mercati, i supermercati, i negozi di casalinghi, ma, il più delle volte, ci veniva recapitato direttamente a casa! A bordo del suo camion l'uomo strillava ripetutamente col megafono (spesso in un imprecisato dialetto appartenente a qualche regione del sud Italia): "Coraggio, 24 rotoli di carta igienica soltanto 1.000 lire!" E giù per le scale dei palazzi le donne si precipitavano in strada ad accogliere questo "rude messia dell'intimo" con le mille lire in mano in attesa di riportare a casa la preziosa refurtiva. Un affare? Macchè: 24 rotoli volevano dire sì risparmio, ma il vero prezzo da pagare erano settimane intere di sofferenza. La carta igienica rosa e rasposa era considerata a tutti gli effetti una strettissima parente di quella presente nei bagni dei treni delle Ferrovie dello Stato; cambiava solo il colore (che era di un grigio chiaro) ma per il resto l'effetto era praticamente lo stesso con l'aggravante che, durante il suo utilizzo, spesso si doveva fare i conti con il movimento continuo delle carrozze sui binari. Una tortura nella tortura! Verso la fine del decennio fu commercializzata anche quella di colore celeste (ma era di tipo soffice, per un uso più "gentile")... i "bei tempi rasposi" se ne stavano ormai per andare...
La carta igienica fu messa in commercio per la prima volta nel 1857 negli Stati Uniti d'America (e non osiamo immaginare un secolo e mezzo fa che tipo di carta veniva utilizzata!). Il suo uso tardò ad affermarsi nelle città europee, perché era considerata un articolo di lusso; al suo posto veniva usata la carta di giornale. Nel 2002 un funzionario della ex casa discografica della cantante Mariah Carey affermò:" Lei è sempre stata un vero incubo: prima di prendere una stanza in un albergo pretende che ci sia carta igienica rosa..." Mariah Carey è nata a Long Island nello stato di New York il 27 marzo del 1970. Solo un caso o antiche nostalgie?... Ai "posteriori" l'ardua sentenza.
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