|
carlitos
|
 |
« Risposta #1 il: 19 Gennaio 2005, 14:29:40 » |
|
""There is a land, far, far away, where there's no night, there's only day....." Inizia così una notissima canzone, fondamentale nella storia della Reggae Music e della cultura Rasta: “Satta Massagana”, registrata a Studio One e considerata unanimemente la roots song più famosa di tutti i tempi, sicuramente una delle più suonate nelle radio di mezzo mondo come nelle chiese giamaicane.
Era il 1969 e quella canzone avrebbe consegnato all’olimpo della musica chi l’aveva scritta e incisa: Donald Manning e Bernard Collins che, con l’arrivo di Linford Manning avrebbero formato lo storico trio a nome The Abyssinians. Forti di una storia che affonda le proprie radici in una cultura musicale imprescindibile e in una filosofia che abraccia spiritualità e pacifismo, gli Abyssinians ritornano sul palco dell’Auditorium Flog di Firenze per un viaggio sonoro che faticheremo a dimenticare, anche perché accompagnato da un altro nome di riferimento della musica giamaicana quando si parla di dj style: Dillinger.La loro lunghissima carriera discografica, tutt’ora in corso, è stata sempre costellata di belle canzoni (“Yimmasgan”, “Declaration of Rights”) e grandi successi in forma di album su varie etichette (“Arise” esce nel 1978 mentre “Forward” è del 1982). Gli Abyssinians hanno, sin dall’inizio della loro storia, cambiato definitivamente gli standard delle armonie vocali come anche il modo di concepire e suonare la musica in battere e levare ma il principale contributo dato da questa formazione alla musica che contraddistingue quel paese è certamente la coscienza per le proprie radici culturali e una fortissima valenza spirituale, leggibile in ogni canzone di una discografia lunga e tutta essenziale. I loro melange vocali, al contempo potenti ed evocativi, melodici ed intensi hanno toccato il cuore e l’anima di tutta le reggae people. La loro musica delle radici, spesso suonata dal vivo da alcuni dei migliori musicisti giamaicani, ha fatto cantare e ballere più di una generazione, senza mai dimenticare la fondamentale importanza del messaggio spirituale . Dai tempi del loro primo tour mondiale, partito al Lambeth Town Hall in Brixton, in Inghilterra, il 17 Febbraio del 1989, i loro tour continuano a far registrare il tutto esaurito, in Europa come in Giappone o in America e memorabili restano anche alcune loro apparizioni giamaicane nella cornice dei principali festival ed eventi dell’isola caraibica (Sunsplash, Rockers Anniversary Concert). Dopo varie vicissitudini e cambi di formazione, negli ultimi anni i due protagonisti fondatori si sono riavvicinati e sono insieme nella ultima incarnazione del gruppo vista in Italia in grande forma nella ultima edizione del Rototom Sunsplash. Di recente l’inglese Blood & Fire label ha pubblicato ‘Tree Of Satta vol.1’, un CD con venti interpretazioni del Satta riddim sia classiche che nuove firmate da artisti come Anthony B, Luciano e Capleton.
Dillinger, all’anagrafe noto come Lester Bullocks e poi battezzato da Lee Perry col nome del gangster, è l’ultimo esponente della classica scuola giamaicana del deejay style e il suo inconfondibile stile vocale ha segnato un’intera epoca. La sua carriera inizia negli anni Settanta, sotto l’ala protettrice del grande Dennis Alcapone che lo introduce nell’El Paso Sound System e la sua fortuna resta indissolubilmente legata ad un brano epocale come 'Cocaine In My Brain' che lo introduce nello star sistem internazionale a metà di quel decennio. Tra i più apprezzati e rispettati veterani di quello stile vocale che avrebbe poi dato il via a tutta la scena ragamuffin, Dillinger ha legato il suo nome a innumerevoli momenti straordinari del tosting delle origini, collaborando con grandi musicisti e produttori come Lee Perry, Coxsone Dodd e Yabby You.
|