09 Febbraio 2012, 02:29:57
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Autore Topic: SABATO 22 GENNAIO: THE ABYSSINIANS in concerto al Jamaé  (Letto 893 volte)
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carlitos
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« il: 24 Novembre 2004, 14:26:57 »

SABATO 22 GENNAIO
in esclusiva per il Centro Italia, la leggenda del reggae....

THE ABYSSINIANS + DILLINGER

Gli Abyssinians sono uno dei gruppi vocali simbolo del roots reggae degli anni settanta ed avrebbero un posto sicuro nella storia di questa musica
anche se la loro produzione si fosse limitata solamente ad una canzone, la mitica ‘Satta Massagana’ registrata nel 1969 a Studio One e considerata
unanimemente la roots song piu’ famosa di tutti i tempi. In realta’ la loro produzione piu’ importante ha dato al reggae qualche decina di canzoni assolutamente indimenticabili, inni a Jah Rastafari sospinti da eteree armonie vocali. La fondazione del gruppo risale al 1968 ed i membri fondatori sono Bernard Collins ed i fratelli Donald e Lynford Manning, fratelli di Carlton Manning del celebre gruppo di Studio One Carlton & The Shoes. ‘Satta Massagana’ e’ la loro prima canzone registrata ed e’ un chiaro sintomo della diffusione del Rastafarianesimo e della riappropriazione della cultura africana tra la gente dei ghetti oltre che tra gli artisti. Tra i loro primi straordinari singoli abbiamo anche ‘Declaration of rights’, ‘Y
Mas Gan’, ‘Poor Jason Whyte’ e ‘Let My Days Be Long’. Gia’ dalla sua uscita, ritardata al 1971, ‘Satta Massagana’ comunque provoca un vero e proprio uragano nell’ambiente musicale jamaicano e fioccano i rifacimenti: gli stessi Abyssinians riutilizxano il loro ritmo parecchie volte per tutti gli anni settanta per versioni alternative, deejay cuts e strumentali tutti assolutamente di prim’ordine. Purtroppo a causa di una relativa sfortuna
legata alla diffusione della loro musica gli Abyssinians sono un po’ anche il simbolo della relativa oscurita’ in cui per varie cause e’ rimasta molta della roots music degli anni settanta: intorno alla meta’ del decennio il gruppo ultima con l’aiuto di Clive Hunt uno straordinario album che pero’ a causa di vicissitudini produttive non vedra’ mai la luce in forma propria: fino all’inizio degli anni ’90 ‘Forward To Zion’ circolera’ solo sotto forma di bootleg sfuggito al controllo del gruppo e verra’ considerato uno dei grandi albums ‘oscuri’ della storie del reggae. Fortunatamente il gruppo riesce a far uscire due successivi albums, ‘Arise’ del 1978 e ‘Forward’ del
1982. A questo punto un alone leggendario avvolge gia’ questo gruppo e nel successivo ventennio gli Abyssinians si sciolgono e si riformano varie volte arrivando anche al punto di esistere come due entita’ separate, una legata a Bernard Collins e l’altra a Donald Manning. Negli ultimi anni i due protagonisti si sono riavvicinati e sono insieme nella ultima incarnazione del gruppo vista in Italia in grande forma lo scorso autunno. Di recente la
Blood & Fire label ha pubblicato ‘Tree Of Satta vol.1’, un CD che include venti interpretazioni del Satta riddim ed include versioni classiche e celebrate ma anche nuovi cuts di artisti come Anthony B, Luciano e Capleton


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« Risposta #1 il: 19 Gennaio 2005, 14:29:40 »

""There is a land, far, far away, where there's no night, there's only day....."
Inizia così una notissima canzone, fondamentale nella storia della Reggae Music e della cultura Rasta: “Satta Massagana”, registrata a Studio One e considerata unanimemente la roots song più famosa di tutti i tempi, sicuramente una delle più suonate nelle radio di mezzo mondo come nelle chiese giamaicane.

Era il 1969 e quella canzone avrebbe consegnato all’olimpo della musica chi l’aveva scritta e incisa: Donald Manning e Bernard Collins che, con l’arrivo di Linford Manning avrebbero formato lo storico trio a nome The Abyssinians. Forti di una storia che affonda le proprie radici in una cultura musicale imprescindibile e in una filosofia che abraccia spiritualità e pacifismo, gli Abyssinians ritornano sul palco dell’Auditorium Flog di Firenze per un viaggio sonoro che faticheremo a dimenticare, anche perché accompagnato da un altro nome di riferimento della musica giamaicana quando si parla di dj style: Dillinger.La loro lunghissima carriera discografica, tutt’ora in corso, è stata sempre costellata di belle canzoni (“Yimmasgan”, “Declaration of Rights”) e grandi successi in forma di album su varie etichette (“Arise” esce nel 1978 mentre “Forward” è del 1982).
Gli Abyssinians hanno, sin dall’inizio della loro storia, cambiato definitivamente gli standard delle armonie vocali come anche il modo di concepire e suonare la musica in battere e levare ma il principale contributo dato da questa formazione alla musica che contraddistingue quel paese è certamente la coscienza per le proprie radici culturali e una fortissima valenza spirituale, leggibile in ogni canzone di una discografia lunga e tutta essenziale. I loro melange vocali, al contempo potenti ed evocativi, melodici ed intensi hanno toccato il cuore e l’anima di tutta le reggae people. La loro musica delle radici, spesso suonata dal vivo da alcuni dei migliori musicisti giamaicani, ha fatto cantare e ballere più di una generazione, senza mai dimenticare la fondamentale importanza del messaggio spirituale .
Dai tempi del loro primo tour mondiale, partito al Lambeth Town Hall in Brixton, in Inghilterra, il 17 Febbraio del 1989, i loro tour continuano a far registrare il tutto esaurito, in Europa come in Giappone o in America e memorabili restano anche alcune loro apparizioni giamaicane nella cornice dei principali festival ed eventi dell’isola caraibica (Sunsplash, Rockers Anniversary Concert).
Dopo varie vicissitudini e cambi di formazione, negli ultimi anni i due protagonisti fondatori si sono riavvicinati e sono insieme nella ultima incarnazione del gruppo vista in Italia in grande forma nella ultima edizione del Rototom Sunsplash. Di recente l’inglese Blood & Fire label ha pubblicato ‘Tree Of Satta vol.1’, un CD con venti interpretazioni del Satta riddim sia classiche che nuove firmate da artisti come Anthony B, Luciano e Capleton.

Dillinger, all’anagrafe noto come Lester Bullocks e poi battezzato da Lee Perry col nome del gangster, è l’ultimo esponente della classica scuola giamaicana del deejay style e il suo inconfondibile stile vocale ha segnato un’intera epoca. La sua carriera inizia negli anni Settanta, sotto l’ala protettrice del grande Dennis Alcapone che lo introduce nell’El Paso Sound System e la sua fortuna resta indissolubilmente legata ad un brano epocale come 'Cocaine In My Brain' che lo introduce nello star sistem internazionale a metà di quel decennio. Tra i più apprezzati e rispettati veterani di quello stile vocale che avrebbe poi dato il via a tutta la scena ragamuffin, Dillinger ha legato il suo nome a innumerevoli momenti straordinari del tosting delle origini, collaborando con grandi musicisti e produttori come Lee Perry, Coxsone Dodd e Yabby You.
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