24 Maggio 2012, 04:21:35
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Autore Topic: 11 GIUGNO: THE WHO ALL'ARENA DI VERONA  (Letto 1625 volte)
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Turkistan
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« il: 03 Maggio 2007, 20:40:23 »


Unica data in Italia del gruppo più importante della storia del rock, in my opinion of course.


Io li ho già visti a Birmingham nel settembre '82.




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"Lo scopo della vita è la felicità. La felicità è una condizione interiore che noi stessi dobbiamo costruire. La felicità esiste dentro di noi. È per questo che per essere felici ciò che conta è il proprio mondo interiore, il proprio stato vitale. La felicità non si trova in qualche luogo lontano nello spazio e nel tempo. La felicità esiste dentro la nostra vita, in un singolo pensiero della nostra mente. "











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« Risposta #1 il: 04 Maggio 2007, 07:44:02 »

sono i migliori ....dopo i led zeppelin si intende
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ci sono mondi sconosciuti all uomo magici e incantati dove solo l occhio dei bimbi puo entrare...mondi di mezzo senza confini.......


Turkistan
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« Risposta #2 il: 04 Maggio 2007, 11:01:49 »

sono i migliori ....dopo i led zeppelin si intende


D'accordissimo; anche secondo me i Led Zeppelin sono stato il miglior gruppo rock in assoluto. Conosco a memoria quasi tutti i loro brani. Però per quello che hanno realizzato credo che The Who siano stati i più importanti nella storia del rock; ancor più dei Beatles e dei Rolling Stones. So che con questa affermazione farò storcere il naso a parecchie persone, ma la penso così.

Però non so se andrò al concerto all'Arena di Verona: i prezzi sono un po' troppo elevati.


Platea: 92 euro + prevendita

Gradinata Numerata: 72 euro + prevendita

Gradinata Libera: 47 euro + prevendita



 crybaby


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« Risposta #3 il: 09 Maggio 2007, 07:54:23 »

INTERESSANTISSIMO........... icon_pray icon_pray icon_pray
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Turkistan
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« Risposta #4 il: 11 Maggio 2007, 19:03:30 »


Da: http://it.wikipedia.org/wiki/The_Who


The Who sono uno storico gruppo musicale rock inglese originario di Londra, considerato uno dei maggiori gruppi rock'n'roll di tutti i tempi. Le prime apparizioni dal vivo degli Who risalgono al 1964, con quella che è considerata la storica lineup del gruppo: Pete Townshend (chitarrista e autore della maggioranza delle canzoni), Roger Daltrey (voce), John Entwistle (basso elettrico) e Keith Moon (batteria). Dopo un breve periodo da portabandiera del movimento Mod inglese, gli Who raggiungono il successo nel 1965, con l'uscita dell'album My Generation, il cui omonimo brano si dimostra essere un successo, nonché uno dei pezzi ancor oggi più conosciuti e rappresentativi della band.

A Quick One, pubblicato nel 1966, viene già considerato una sorta di album di svolta nella discografia degli Who, nel quale è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend in direzione della realizzazione di una opera rock a carattere teatrale, che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e nel più maturo Quadrophenia (1973), nel cui film associato comparirà anche un giovanissimo Sting. Del 1978 è anche un documentario sulla storia del gruppo dal titolo The kids are alright (in Italia Uragano Who).

Sono stati tra i principali protagonisti della Swinging London, e la loro leggenda continua ancora oggi, nonostante la scomparsa di Keith Moon e di Entwistle. L'influenza della musica degli Who, contemporanei di Beatles e Rolling Stones, è un'onda lunga che va dai Led Zeppelin ai Sex Pistols, dagli U2 agli Oasis passando per i Pearl Jam.

Dopo la scomparsa di Keith Moon, morto nel 1978, e di John Entwistle, nel 2002, Townshend e Daltrey continuano orgogliosamente a proporre dal vivo i loro brani più classici, accompagnati da Pino Palladino al basso e Zak Starkey (figlio di Richard, meglio conosciuto come Ringo Starr) alla batteria.

Nel 2006, gli Who hanno pubblicato il loro primo lavoro di studio da It's Hard del 1982, intitolato Endless Wire.



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« Risposta #5 il: 09 Giugno 2007, 19:08:35 »



Se qualcuno andrà a Verona è gentilmente pregato di fare il report del concerto.

Thanks.


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« Risposta #6 il: 12 Giugno 2007, 02:52:27 »



Per fortuna che non ci sono andato.



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Who a Verona, concerto interrotto due volte


Prima un violento acquazzone, poi il freddo che fa sparire la voce di Roger Daltrey. Serata sfortunata per l'atteso ritorno degli Who in Italia. Alle 9 e 40, dopo un folgorante inizio con 5 brani e qualche goccia, la pioggia si trasforma in diluvio. "Dovrebbe piovere solo su di voi, non su di noi", dice Pete Townshend al pubblico dell'Arena. Gli strumenti vengono coperti in fretta e furia e la band si ritira.
Mentre gli organizzatori sembrano propensi a sospendere definitivamente il concerto, Townshend -raggiunto nel backstage da Rockol- manifesta l'intenzione di continuare. E cosi è. Dopo un paio di annunci e un'ora, la band torna sul palco tra l'ovazione del pubblico, che nel frattempo si è riparato come poteva. Attacca "Behind blue eyes", ma la voce di Daltrey cede vistosamente. Poche battute e il cantante molla il microfono dicendo di non farcela. Mentre riprende a piovere, segue una concitata discussione sul palco, con Townshend che cerca di convincere Daltrey, che è visibilmente arrabbiato. Qualche minuto, ed escono a scusarsi sul palco Townshend e Roberto De Luca della Milano Concerti. Il concerto sembra definitivamente annullato, ma De Luca dice di aspettare ancora un po' alla platea.
Ancora qualche minuto e la band esce nuovamente. Daltrey si scusa, attacca "Let's see action" e inizia a cantare. La voce è sofferente, ma il concerto seppure in forma ridotta viene portato a termine, con qualche ulteriore problema tecnico. La voce di Daltrey cede definitivamente su "Pinball wizard" e "The kids are alright" viene cantata praticamente dal solo Townshend, come quasi tutti i brani che seguono.
Una serata da ricordare e da dimenticare, contemporaneamente.


http://www.rockol.it/news-87755/Who-a-Verona,-concerto-interrotto-due-volte


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« Risposta #7 il: 12 Giugno 2007, 07:13:09 »

turko il film con la loro colonna sonora lai mai visto???
we are we are we are mods!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! icon_biggrin
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Eccomi la. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata.
Il Korova milkbar vende "latte+", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quello che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza.
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« Risposta #8 il: 12 Giugno 2007, 15:08:46 »

turko il film con la loro colonna sonora lai mai visto???
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Quadrophenia??

Certo che l'ho visto!!








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« Risposta #9 il: 12 Giugno 2007, 15:59:53 »

STUPENDO!
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Eccomi la. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata.
Il Korova milkbar vende "latte+", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quello che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza.
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« Risposta #10 il: 12 Giugno 2007, 20:44:32 »



Who a Verona: la recensione del concerto


La scena era perfetta prima che sull’Arena di Verona si scatenasse la furia degli elementi. Immagini da vecchia Britannia e epopea mod scorrevano sullo sfondo mentre due ultrasessantenni mitici che, in compagnia del talentuoso figlio di un illustre coetaneo (Zak Starkey, alla batteria), di un virtuoso del basso (Pino Palladino) e di qualche necessario comprimario, scandivano con convinzione i fondamentali del rock di fronte a 13.000 assatanati in attesa da trent’anni. Pete Townshend, in occhiali, polo e jeans neri; Roger Daltrey, tirato a lucido come al solito, erano in grande spolvero e, una via l’altra, sciorinavano “I Can't explain”, “The seeker” e “Substitute” supportati da una formazione compatta e potente. Tale era l’abbrivio da perdonare anche la scelta di inserirvi la non irrinunciabile “Fragments”, tratta dall’album del ritorno “Endless wire” e clamorosamente parente di “Baba O’ Riley”.
Poi esplodeva “Who are you”, con un arrangiamento rivisitato e chitarre esplosive, un classico inconfondibile mascherato giusto quel poco che basta per rivendicarne la vita prima di ‘C.S.I.’. Bene Zak sui rullanti, chirurgico Pete, fantastico Roger, con microfono a mulinello e a pieni polmoni. (In verità, nelle prime file, non si parlava d’altro che della potenza delle sue corde vocali, e il paragone correva alla solidità di Springsteen).
“Ma dovrebbe piovere su di voi, non su di me!”, esclamava divertito all’improvviso Pete Townshend quando, alle 21.35, venti minuti dopo l’inizio folgorante degli Who, un nubifragio investiva pubblico e palco tutti.
Un’ora di interruzione, in attesa che l’acquazzone scemasse a pioggerellina, serviva per riflettere, attendere e sperare. La partenza era stata eccezionale e si apprezzava in modo particolare la saggezza con cui, per sostituire una sezione ritmica leggendaria assurta all’empireo del rock, i due Who superstiti abbiamo scelto un giovanissimo e un turnista: qualità, professionalità e zero paragoni, zero pressione.
Un’ora di interruzione, purtroppo, era fatale a Roger Daltrey che, dopo un minuto di “Behind blue eyes”, vanificava la ripresa dello show e, nervosissimo, abbandonava il palco spiegando che la sua voce era andata.
Le negoziazioni febbrili condotte da Townshend riportavano in scena il suo pard che, acclamato dal pubblico, decideva infine di mettere a rischio le prossime date del tour raschiando il barile, commovente nel tentativo di sopperire con la presenza al volume. Pete raddoppiava gli sforzi e, tatticamente, riorganizzava la scaletta privilegiando i pezzi in cui poteva cantare lui: fantastica “Eminence front”, divertente “Magic bus” (con il suo “You can’t have it!” molto più poderoso del lamentoso “I want it, I want it” del cantante), e via da “Pinball wizard” fino agli ultimi faticosissimi brani.
Rockol presenziava all’evento con cinque elementi della sua redazione (gli altri: assenti ingiustificati, per definizione) e portava a casa il ricordo di una serata a suo modo memorabile, l’impressione del concerto che sarebbe potuto essere, l’amarezza per la sfortuna, l’euforia per la qualità e l’energia della musica, fino a che ce n’è stata, e la certezza di avere partecipato a un evento. Già, perché l’assenza lunghissima degli Who dall’Italia ha purtroppo una ragione strutturale che non potrà essere contrastata in futuro: le quotazioni dei ragazzi alla ‘borsa’ live sono talmente elevate da porli nella top 5 assoluta della graduatoria e renderne difficoltoso l’ingaggio in un mercato nel quale sono un’icona, un culto, una religione per (relativamente) pochi fans (altrimenti perché non portarli a suonare in uno stadio molto più capiente e/o per più date?).
Seguiranno, inevitabili, le polemiche sulla scelta di portare a termine lo spettacolo nonostante le condizioni menomate di Daltrey. Noi non ci uniremo. Grazie Ragazzi.
(GDC)


La scaletta del concerto:

“I Can't explain”
“The seeker”
“Substitute”
“Fragments”
“Who are you”
“Behind blue eyes”
“Let's see action”
“Eminence front”
“Relay”
“Magic bus”
“Baba O'Riley”
“The real me”
“Pinball wizard”
“The kids are alright”
“My Generation”
“Won't get fooled again”



http://www.rockol.it/news-87764/Who-a-Verona-la-recensione-del-concerto


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