24 Maggio 2012, 15:49:55
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Autore Topic: Lucky Dube  (Letto 1255 volte)
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Ing. Porbia
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« il: 21 Ottobre 2007, 19:25:49 »

Johannensburg, 19 ott. - Freddato a colpi di pistola davanti ai suoi due figli. E' morto cosi', ieri sera a Johannensburg, Lucky Dube, la star sudafricana della musica reggae. Secondo quanto riferito dalla polizia locale, il cantante e' stato aggredito nel sobborgo di Rosettenville da una banda di malviventi che voleva rubargli l'automobile. Dube, 43 anni, aveva appena accostato la sua Chrysler quando i rapinatori armati si sono avvicinati e hanno fatto fuoco dentro la macchina. La figlia, che era a bordo della vettura, e' rimasta illesa. Il figlio, che era gia' sceso dalla macchina e ha seguito tutta la scena, si trova ancora in stato di choc.
  Lucky Dube e' stato uno dei primi artisti ad introdurre il reggae nel suo paese. Ha inciso piu' di venti album e ricevuto numerosi premi internazionali calcando le scene, tra gli altri, con Sting, Peter Gabriel e Sinead O'Connor. Il suo "Rastas never die" del 1984 fu proibito dal governo segregazionista africano ma la sua musica continuo' ad essere sempre molto impegnata. Dube ha cantato in inglese di problemi sociali, di lotta razziale, di giustizia, di poverta'. Con "Together As One" fu il primo nero in Sudafrica le cui canzoni furono trasmesse da una stazione radio bianca.
  Primogenito maschio dopo alcuni tentativi di gravidanza falliti, la madre Sarah festeggio' la sua nascita battezzandolo col nome di "Lucky", fortunato. La sua scomparsa ha commosso profondamente l'opinione pubblica. Il presidente Thabo Mbeki lo ha definito "un grande artista sudafricano", rilanciando l'impegno contro la criminalita' in un paese dove nel solo 2006 sono avvenuti ben 20mila omicidi. Paul Boateng, l'ambasciatore britannico in Sudafrica, si e' dichiarato "scioccato". "E' una perdita immensa per la musica internazionale - ha detto - Sia io che mia moglie eravamo suoi grandi fan".

mi sembrava giusto riportarlo......RIP *
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carlitos
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« Risposta #1 il: 22 Ottobre 2007, 13:12:08 »

IL MONDO INTERO ABBRACCIA LUKY DUBE 



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Il mondo intero celebra e piange il grande Lucky Dube.

Non c'è giornale o televisione che non abbia riportato il barbaro assassinio della star del reggae sudafricano.

Con il passare delle ore si delineano sempre più chiaramente i contorni dell'agguato avvenuto giovedì sera in un sobborgo di Johannesburg. Nella triste contabilità delle morti, il nome di Lucky Dube andrà ad aggiungersi a quello di altre 20.000 persone. Tanti sono infatti coloro che perdono la vita in Sudafrica ogni anno, che fanno del grande paese africano il primo al mondo come rapporto tra popolazione e omicidi, seguito come tristemente sappiamo dalla Jamaica e dalla Colombia.

L'ultima produzione discografica dell'artista è stato l'album "Respect", uscito nel 2005 e al cui interno erano contenute diverse canzoni che parlavano dell'attuale situazione del paese africano.
In particolare "Political Games" denunciava come le commistioni tra politica e malaffare contribuissero non poco al clima di intimidazione crescente.

Mentre la polizia è sulle tracce di tre persone sospette, si moltiplicano i messaggi di condoglianza e solidarietà con la famiglia del cantante. In particolare sono i numerosissimi fans sparsi in ogni angolo del mondo a ricordare e rendere omaggio ad un artista che li ha sempre emozionati con la sua musica e il suo messaggio di lotta e riscatto sociale.
E' giusto e naturale che sia proprio l'Africa a piangere questo loro messaggero. Sul New Vision, giornale on line ugandese, un articolo recita che "nonostante nel nostro paese si siano esibiti moltissimi artisti, nessuno è stato capace di dare le emozioni e le vibrazioni come Lucky Dube. Non si è mai risparmiato, i suoi show duravano anche tre ore ed erano ricchi di messaggi di pace e speranza". E ancora il sito All Africa parla "di un uomo che ha saputo catturare il cuore di milioni di persone. Dube è stato un genio, un artista con un messaggio, una ragione e uno scopo in tutto quello che faceva".

Naturalmente anche i lettori hanno voluto esprimere il loro cordoglio. Sulla pagine on line della BBC è stato aperto uno spazio dedicato a chiunque voglia esprimere un ricordo o un pensiero su Lucky Dube.
"Se il musicista ci ha lasciato, la sua musica ci accompagnerà per sempre. Che Dio lo accolga e possa proteggere la sua famiglia" - scrive un lettore del Gambia.

"Dube è stato molto di più che un musicista. Rappresentava il meglio che l'umanità potesse esprimere: talento, valori, integrità, amore per la propria famiglia" - testimonia un suo connazionale.

"Lucky ha sempre rappresentato il nostro continente. Ha lottato per la libertà di tutti gli africani e quello che possiamo fare ora, è continuare la lotta per rispettare la sua eredità spirituale" - scrivono dal Kenia.

"Ci mancherà tantissimo. Un grande musicista che amava l'Africa e i suoi figli, sempre pronto a schierarsi dalla parte dei più deboli" - dice una lettrice ugandese. "I Rasta non muoiono. Hanno ucciso un uomo, ma non il Rasta.
Ora la migliore vendetta è portare avanti un messaggio di amore e tolleranza" - dice un ragazzo del Monzabico


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« Risposta #2 il: 22 Ottobre 2007, 13:13:23 »

LUCKY DUBE assassinato
lottava contro l'apartheid


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We cry for peace, perfect peace
Lord, we cry for love in this neighbourhood
I tell you no water can put out this fire
Only the lord can save us
We cry for peace in South Africa
Da "Peace, Perfect Peace"

E' scomparso uno degli artisti reggae africani più rappresentativi. Lucky Dube è stato ucciso a Johannesburg, proprio nel suo amato Sud Africa.. Le prime indiscrezioni parlano di tre giovani che, giovedì sera, alla guida di una macchina hanno cercato di fermare quella dell'artista che, nel tentativo di sfuggire a quello che sembrava un vero e proprio agguato, si è schiantato in un albero. I suoi due figli, anch'essi presenti nella vettura, si sono miracolosamente salvati.
Lucky Dube, che aveva 44 anni, è stato vittima del clima sempre più violento che sta attanagliando il Sud Africa. Dopo il grande ottimismo per la fine del regime segregazionista dell'apartheid, il grande paese africano è gradualmente precipitato verso il caos, con un clima di intimidazione e paura che ha raggiunto livelli insostenibili.

Nelle sue ultime produzioni discografiche, Lucky Dube dopo aver sempre lottato contro le ingiustizie che il popolo nero era costretto a subire, aveva rivolto diversi appelli proprio per invocare un clima di pace e di rispetto, non sottraendosi nella condanna dei maggiori responsabili di questo strisciante clima di guerra civile.
Inutile sottolineare quanto questa notizia ci addolori e ci lasci sgomenti. L'artista africano, autore di ben 22 dischi, ha scritto pagine incancellabili del reggae mondiale. La sua notorietà internazionale sta a sottolineare l'universalità del suo messaggio e della sua musica. Senza barriere, senza steccati ideologici, Lucky ha colto, sull'onda del successo di Bob Marley e Peter Tosh, la portata rivoluzionaria della reggae music, la sua attitudine ad essere allo stesso tempo strumento di pace e di lotta. Lo ha plasmato con la sua cultura, facendo nascere così uno stile tutto personale, dall'incredibile fascino e impatto.

La stessa Jamaica ha amato questo artista. Epica la sua partecipazione ad una edizione del Sunsplash, ancora oggi ritenuto uno dei migliori live set di tutti i tempi. L'artista era ritornato in Jamaica proprio quest'anno per presenziare alla cerimonia di apertura dei mondiali di cricket.
La mamma aveva voluto chiamarlo "fortunato", perché nell'assoluta certezza che non potesse avere figli, arrivò invece questo dono inaspettato. Un'infanzia difficile trascorsa con la stessa madre, la nonna e uno zio, in una situazione sempre caratterizzata dalla povertà e dalla mancanza di prospettive. Solo la musica, con i primi rudimentali strumenti costruiti insieme agli amici, apriva squarci di luce in un paesaggio in cui le ombre erano troppe, tante. Difficile riascoltare oggi uno dei suoi maggiori successi, la canzone "Together As One" (la prima canzone ad essere trasmessa anche dalle radio bianche sudafricane,ndr), che invitava a cancellare le differenze per creare un clima di unity. Chi lo ha ucciso ha mai ascoltato quella canzone? Chi ha spezzato la vita di Lucky Dube lo conosceva realmente? Qualcuno aveva detto loro che quell'uomo in macchina con i due suoi figli aveva, insieme ad altri compagni di viaggio, realizzato il primo album reggae sudafricano, "Rastas Never Die" (I Rasta non moriranno mai), immediatamente censurato dal governo razzista?

 


Solo il coraggio e una buona dose di sfrontatezza, lo porta poco dopo a fare uscire un disco dal titolo "Slave", la cui title track, per superare le maglie strette della censura, parla di alcolismo. Ma dietro quell'apparente significato è evidente che con la parola "schiavo" si vuole indicare l'infausto destino degli africani e in particolare del proprio popolo, schiavo a casa sua ad opera di una minoranza bianca. Per Lucky Dube quell'album è un trionfo, vende ben 500.000 copie e resta per diverso tempo in vetta alle classifiche sudafricane e diventa un modello insostituibile a cui ispirarsi per molti artisti africani. Insieme ad Alpha Blondy, il singer sudafricano varca i confini sterminati dell'Africa, per assumere una dimensione e un successo planetario.

In quei giorni di euforia e speranza per la fine dell'apartheid e subito dopo le elezioni che portano al governo il simbolo della lotta Nelson Mandela, Lucky dichiara: "Molti pensano che con questo governo le cose andranno bene, che finiranno le proteste che si erano scatenate contro il vecchio governo bianco. Io so solo che con la mia musica combatto il sistema e oggi come ieri continuerò a fare questo. Se ci saranno ingiustizie e altre assurdità contro la gente, io ne parlerò attraverso la mia musica". In queste parole è facile scorgere una sorta di profezia, come se quella tanto sospirata libertà non avrebbe eliminato tutti i problemi. Cosa poi puntualmente verificatasi, visto che oggi buona parte della popolazione sudafricana vive in condizioni indigenti e di estrema povertà.

Lucky Dube ha sempre dichiarato che a spingerlo ad abbracciare la musica reggae e la fede Rasta, era stato Peter Tosh. Il destino ha voluto che entrambi perdessero la vita a causa del clima di violenza che regnava nei loro rispettivi paesi. Ma come è successo per il "Rasta Rebel", anche il messaggio e la musica di Lucky Dube sopravviveranno oltre la morte, attraverseranno le generazioni per diventare eterni e immutabili, patrimonio comune di persone che non vogliono arrendersi e che vogliono lottare per costruire un mondo migliore.



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« Risposta #3 il: 23 Ottobre 2007, 19:30:50 »

TROVATI GLI ASSASSINI DI LUCKY DUBE


JOHANNESBURG, Sud Africa - La polizia ha arrestato cinque uomin i probabilmente coinvolti nel tentativo di furto della polo blu ed accusati dell'uccisione del
grande Luky Dube, la voce dell'Africa.
Il portavoce della polizia Eugene Opperman ha detto" gli uomini sono stati arrestati domenica mattina e compariranno in tribunale martedì". La Polizia anche sequestrato anche la macchina presumibilmente utilizzata durante la l'assalto per uccidere.

La polizia ha arrestato i cinque, di età compresa tra i 31 e 35, nel Spruitview sulla East Rand, a est di Johannesburg.
Secondo il sovrintendente Eugenio Opperman, solo quattro dei sospetti possono essere direttamente collegati all' uccisione.
Quattro andranno dinanzi alla Corte di Johannesburg per affrontare le accuse di omicidio, tentato omicidio e possesso di armi da fuoco e munizioni.

Il quinto sospetto arrestato con gli altri sarà portato davanti al tribunale Katlehong del magistrato per affrontare le accuse di possesso di beni rubati.

Insieme con gli indagati, la polizia ha sequestrato due macchine di marca lancia rubate, una Volkswagen Polo e altri tre veicoli sempre rubati.

I giornali sudafricani intanto domenica riportavano la notizia che è stato un assassinio mirato. Notizia che potrebbe essere vera visto che il cantante lottava da sempre contro l'apartheid ed era una persona scomoda per i potenti e politici.

Ma Opperman ha aggiunto "la polizia ritene che è stato solo un tentativo di furto terminato in tragedia.Assalti alle macchine sono diffuse in Sud Africa, che è conosciuta per il suo elevato tasso di criminalità."

La famiglia ha chiesto che i funerali della stella reggae africana si svolga in un forma privata, al fine di evitare un atmosfera mediatica, i mezzi di informazione e giornalisti dunque non parteciperanno al funerale al Farmers' Hall di Newcastle, KwaZulu-Natal. Mercoledì memoriale si terrà presso la Bassline a Newton.



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