24 Maggio 2012, 17:27:26
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Autore Topic: Cinema  (Letto 32313 volte)
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Turkistan
Braccia rubate all'agricoltura
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« Risposta #1425 il: 12 Novembre 2011, 17:20:40 »

L'ho letto proprio in sti giorni "Bar Sport" fa spaccare  sm308 sm308




Io la prima volta lo lessi agli inizi degli anni '80 (e cioè poco dopo la pubblicazione) quando andavo al "Bar Romagna".

Le risate. Descriveva alla perfezione il luogo che frequentavo.



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Il tecnico da bar, più comunemente chiamato «tennico» o anche «professore», è l’asse portante di ogni discussione da bar. Ne è l’anima, il sangue, l’ossigeno. Si presenta al bar dieci minuti prima dell’orario di apertura: è lui che aiuta il barista ad alzare la saracinesca. Il suo posto è in fondo al bancone, appoggiato con un gomito. Lo riconoscerete perché non si siede mai e porta impermeabile e cappello anche d’estate. Dal suo angolo il tecnico osserva e aspetta che due persone del bar vengano a contatto. Non appena una delle due apre bocca, lui accende una sigaretta e piomba come un rapace sulla discussione. Nell’avvicinarsi, emette il verso del tecnico: «Guardi, sa cosa le dico», e scuote la testa.
Il tecnico resta nel bar tutta la mattina: nei rari momenti di sosta tra una discussione e l’altra, studia la «Gazzetta dello Sport». Nell'intervallo per il pasto corre al buffet della stazione, che è sempre aperto, e lo si può vedere mentre col giornale che pende dalla tasca adesca i pendolari cercando di attaccare un bottone su Anastasi. Normalmente, si ciba solo di aperitivi, olive, patatine fritte e caffè, venti normali e venti hag, al giorno. Oppure fa un rapido salto a casa e mangia invariabilmente tortelloni, anzi li ingoia dicendo «Ho fretta, devo andare in ufficio». L’ufficio è il bar, dove il tecnico ricompare alle due meno dieci per restarvi fino all’ora di chiusura.A mezzanotte, il tecnico torna al bar della stazione, dove aspetta il giornale fino alle quattro, e accompagna a casa tutti gli amici per le ultime discussioni della giornata. Va a letto e parla nel sonno recitando classifiche fino alle sette, sette e mezzo.

Di cosa parla un tecnico? Di calcio, di sport in genere, di politica, di morale, di macchine, di agricoltura, di prezzi della frutta, di diabete, di sesso, di trattori, di cinema, di imbottigliamento, di spionaggio. In una parola, di tutto. Quale che sia l’argomento trattato, il tecnico lo conosce almeno dieci volte meglio dell’occasionale interlocutore, anzi, dirà, è una delle cose che lo ha interessato di più fin da piccolo. Il vero tecnico suffraga spesso la sua competenza con parentele. Esempio: se si parla di comunismo, lui ha un cognato che lavora a Togliattigrad; se si parla di pesca subacquea, ha un fratello fidanzato da sei anni con una cernia; se si parla di edilizia, ha un cugino manovale, e così via. Inoltre, è stato compagno di scuola di tutti i ministri dell’arco costituzionale, che spesso gli telefonano per sfoghi e confidenze.

Il tecnico di calcio vive in simbiosi con un altro personaggio, che è «l’uomo con cappello». In tutti i capannelli, infatti, se osservate bene, mentre al centro si trova il tecnico, leggermente defilato alla periferia c’è un uomo con il cap¬pello calato sul naso e le braccia dietro la schiena. Questo secondo personaggio sembra avere il compito di intervenire con bestialità tremende che fanno perdere le staffe al tecnico.

Tutti sanno che il momento più importante per un tecnico calcistico da bar è quando, il giorno prima di una partita della nazionale, egli deve dare la sua forma­zione. Il tecnico, a questo punto, raduna una ventina di persone e comincia: "In porta, sicuramente, ci metterei Zoff. Terzini Rocca e Fedele”. E spiega il perché della sua scelta: Zoff è una sicurezza. Rocca è meglio di Fac­chetti perché li ha visti tutti e due alla televisione e Roc­ca gli è sembrato più in palla. Infine Fedele l’ha visto al­lo stadio, e correva e fluidificava. _
A questo punto l'uomo con cappello interviene e dice: “Ma cosa dice. Se non stava in piedi". Allora il tecnico racconta, una per una, le ottanta azioni di Fedele della partita precedente. Molto spesso è preparato alla biso­gna e ha con sé un quaderno di appunti. Poi cita a me­moria le cronache dei quattro quotidiani sportivi. Ma ecco che l'uomo con capello, spostatosi a destra, dice dal tetto di una macchina: "Fedele ha il menisco". Tutti allora si voltano allarmati verso il tecnico, per chiedere spiegazioni. Il tecnico li calma con un gesto della mano e passa in rassegna gli ultimi quaranta casi di menisco del campionato italiano. Spiega brevemente in cosa con­sista l' operazione; anzi, se qualcuno si presta, gli taglia un pezzo di pantalone e lo opera sul marciapiede con un temperino, mostrando agli astanti la funzione dei lega­menti della rotula. Oppure estrae dalla macchina un modello anatomico di ginocchio umano e lo illustra.
Quindi prosegue:
“Stopper Morini, libero Burgnich, mediano sinistro Re Cecconi. Ala destra Mazzola, mezze ali Benetti e Ri­vera, ala sinistra Riva, centravanti Savoldi".
L’uomo col cappello appare da un tombino sulla sinistra e dice: "Savoldi? Siamo matti, Savoldi?".
"E perché?"gli viene chiesto. .
"Perché ha i piedi piccoli."
Allora il tecnico diventa color tecnico adirato, che è una bella sfumatura di rosso usata anche per i tailleur. Poi comincia a urlare tutti i numeri di scarpe dei centravanti italiani dal 1947, come un invasato: “ Meazza 40, Piola 41, Charles 42, Pivatelli 40”, dicendo che il piede piccolo, a meno che non sia porcino, non è affatto un handicap.
L’uomo con il cappello ribatte: “Si, ma Savoldi ha il 39”.
“E lei come lo sa?”
“Sono il suo calzolaio.”
(Non è vero. Tutti gli uomini con il cappello sono, oltre che incompetenti, malvagi e bugiardi.)
Allora il tecnico urla: “Lei è un tecnico di serie C”, che in un bar è un’offesa quasi mortale, e l’uomo col cappello replica: “Sono quelli come lei che mandano in rovina la nazionale!” e in breve tempo si azzuffano. La gente li separa. Il tecnico si allontana con aria di superiorità. L’uomo con il cappello, rimasto padrone del campo, dichiara che l’Italia non vincerà mai uno scudetto finchè continua a tenere Pelè in porta. Viene preso, pestato, e mandato via col camion del rusco.



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« Ultima modifica: 12 Novembre 2011, 18:20:04 da Turkistan » Loggato

"Lo scopo della vita è la felicità. La felicità è una condizione interiore che noi stessi dobbiamo costruire. La felicità esiste dentro di noi. È per questo che per essere felici ciò che conta è il proprio mondo interiore, il proprio stato vitale. La felicità non si trova in qualche luogo lontano nello spazio e nel tempo. La felicità esiste dentro la nostra vita, in un singolo pensiero della nostra mente. "











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« Risposta #1426 il: 12 Novembre 2011, 19:24:00 »

mentre leggevo la parte dell'aggiustatutto che si ubriacava nei weekend stavo male dal ridere  icon_rofl icon_rofl icon_rofl
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« Risposta #1427 il: 28 Novembre 2011, 18:03:05 »




Di "Tommy" e del romanzo di Huxley da cui trasse "I diavoli" ne ho parlato qui:

http://forum.jamae.net/index.php/topic,3444.msg423640.html#msg423640

http://forum.jamae.net/index.php/topic,768.msg415881.html#msg415881

http://forum.jamae.net/index.php/topic,2619.msg833049.html#msg833049


Di "Stati di allucinazione" ricordo che era il mio film preferito per l'acido di Natale.


 LolLolLolLol



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28 novembre 2011 | 18:07



Addio a Ken Russell, regista «scandaloso»; il cineasta britannico si è spento a 84 anni

Dai Diavoli all'opera rock degli Who

Nel '71 «The Devils» fu un caso a Venezia. E con «Tommy» ha segnato un'epoca nel rapporto tra musica e cinema


MILANO - Si è spento a 84 anni il regista britannico Ken Russell. La sua è stata una carriera all'insegna della originalità e spesso del vero e proprio «scandalo» pubblico, per l'elevato tasso di provocazione contenuto in diversi suoi film. Elementi già visibili nel primo grande successo che fu «Donne in Amore» nel 1969 (terzo film da lui diretto), tratto dal romanzo di David Herbert Lawrence.

SCANDALO A VENEZIA - Ancora un romanzo, già per sua parte trasgressivo, «I diavoli di Loudun» di Aldous Huxley, è alla base del film successivo e dello scandalo più noto legato a una sua pellicola. Se non altro per via del luogo nel quale è esploso. Nel 1971 infatti, Russell presenta allla Mostra di Venezia «The Devils» (I diavoli) con Vanessa Redgrave e Oliver Reed, trasposizione molto spinta dell'originale di Huxley. E il film viene non solo fortemente criticato dal Vaticano ma finirà anche vittima della censura italiana: dopo il festival la pellicola fu sequestrata. La storia di un abate francese donnaiolo e ribelle, lo scontro con le sfere ecclesiastiche all'epoca di Richelieu e Luigi XIV, le storie di streghe torturate erano troppo per l'Italia in quegli anni. Così la proiezione provocò addirittura il licenziamento del direttore della Mostra del Cinema, Gianluigi Rondi. E non fu il solo a giocarsi il ruolo per quella pellicola. Il poeta Giovanni Raboni, che su Avvenire scriveva di cinema, difese l'opera di Russell. Ma la sua critica positiva gli costò la fine della collaborazione con il quotidiano della Cei.
Roger Daltrey degli Who in «Tommy»Roger Daltrey degli Who in «Tommy»

NUREYEV- Per gli appassionati di rock, Russell resterà indimenticato per aver portato sul grande schermo l'opera avveniristica e psichedelica degli Who, «Tommy». Anche i seguaci della classica non lo scorderanno, per i film biografici su Ciajkovski, Mahler e Liszt. Altro film celebre del regista, «Valentino» con il grande Rudolph Nureyev danzatore-attore nei panni di un altro famoso Rodolfo, la star italo-americana del cinema muto. Infine vanno ricordati titoli come «Stati di Allucinazione», «China Blue», «Gothic» e «L'ultima Salomè». Il colpo d'ala finale di Russell, anch'esso piuttosto sferzante, fu il film-verità «Whore» del 1991, scabrosa quanto realistica risposta al più sdolcinato «Pretty Woman». E di fatto l'ultimo suo lavoro conosciuto al grande pubblico.


http://www.corriere.it/spettacoli/11_novembre_28/ken-russell-regista-morto_cbee6b5a-19a6-11e1-8452-a4403a89a63b.shtml





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« Risposta #1428 il: 16 Gennaio 2012, 15:50:49 »




Mentre ero in Spagna ne ho approfittato per andare a vedere due film usciti ultimamente.

"The Artist" che a me ha fatto cagarissimo, mentre alla mia consorte è piaciuto di brutto:

http://www.mymovies.it/film/2011/theartist/


E "The iron Lady" (che in Italia uscirà a fine mese) che mi è piaciuto parecchio, pur non considerandolo un capolavoro (anche se forse a mio avviso sarebbe meglio vederlo in lingua originale coi sottotitoli, per apprezzare la perfezione di Meryl Streep nell'imitare la voce della Thatcher, se non altro per chi la ricorda):

http://www.mymovies.it/film/2011/theironlady/











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« Risposta #1429 il: 27 Gennaio 2012, 19:42:21 »



Demi Moore ha avuto un "malore" lunedì scorso e alcuni suoi amici hanno chiamato il pronto soccorso di Beverly Hills.

La telefonata è stata divulgata, e fra l'altre cose un'amica direbbe all'operatore:

"Demi ha fumato qualcosa, non e' marijuana ma e' simile all'incenso, e trema tutta". Poi aggiunge: "Ultimamente ha avuto qualche problema con altra roba, ma io non so che cosa stia prendendo."


Da: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201272006-ipp-rt10273-demi_moore_aveva_le_convulsioni_quando_fu_chiamata_l_ambulanza


Qui l'audio originale; adesso non ho tempo di ANALizzarlo, ma a breve cercherò di farlo:

http://www.tmz.com/2012/01/27/demi-moore-911-call/


 sm308 sm308


In ogni caso dalle foto possiamo apprezzare la sua baffiona.


 LolLolLolLol











« Ultima modifica: 27 Gennaio 2012, 19:45:36 da Turkistan » Loggato

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un sorriso è per sempre !!
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MILANESE DI NASCITA .... MA NON FIGHETTINA !


« Risposta #1430 il: 01 Febbraio 2012, 10:46:51 »

HO VISTO IL FILM
LA TALPA

ma non ho capito nula  sm308
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apprezza chi capisce e dimentica chi non ascolta ... fai spazio nel cuore per chi se lo merita e togli chi ti ruba i battiti. (MTM)

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