|
carlitos
|
 |
« il: 01 Marzo 2005, 01:33:17 » |
|
Cercando in internet ho trovato questo articolo, per me interessante...
SOUND CLASH CULTURE Tratto dall'archivio della Red Bull Music Academy Londra 2002
David Rodigan, uno dei dj reggae più rispettati nel mondo, ha fatto visita all'Academy per raccontare la storia e la cultura dei soundclash. Rodigan uno dei selecter più conosciuti che ha iniziato la sua attività a 15 anni, più di 40 anni fa e tuttora mostra la volontà di non fermarsi.
Osbourne Ruddock, alias King Tubby era un maestro del Dub, e un genio dell'elettronica. Abitava in un bungalow nell'ovest di Kingston. Dietro casa aveva uno studio di registrazione. Formò un sound system chiamato 'King Tubby's Home Town Hi-Fi'. (Sound system significa impianto hi-fi, ma è inteso anche come il gruppo di persone che lo gestisce). King Tubby, insieme a Duke Reid, V-Rocket e tutti gli altri operatori di sound system, allacciavano i loro impianti alla corrente pubblica e suonavano in una sorta di competizione tra loro. Ognuno portava il proprio sound e, posizionati alle estremita' di una strada, gareggiavano confrontandosi su chi aveva il volume più alto e i dischi più esclusivi
I primi agitatori di Sound System lavoravano negli Stati Uniti come braccianti agricoli o nelle fabbriche automobilistiche, per poi ritornare in patria riportando i vecchi 78 o 45 giri. Grattavano via le etichette per nascondere i titoli e li usavano per gareggiare tra loro con impianti costruiti in casa. Per loro, il sound system era tutto, e registrare i propri dischi era un passo inevitabile dopo averli comprati in America. Duke Reid e Coxsone (Clement Seymour Dodd) cominciarono a produrre a Kingston, prima in uno studio radiofonico e più tardi a Federal Studios. Quello di King Tubby's era uno studio di mixaggio.
Tubby era affascinato dall'elettronica. Riparava radio e fon per capelli, qualunque cosa di elettrico. Ebbe anche l'idea che, da una registrazione multi-traccia, si poteva tirare fuori la ritmica. Lo chiamava 'dubbing". Lui si faceva chiamare King Tubby. Ogni tanto lo si vedeva in foto dove indossava la corona, segno di riconoscimento per il suo lavoro. La ritmica che veniva prodotta, era definita come dub.
In quegli anni essere dj significava far parte di un sound system, sentirsi parte di una squadra. La priorità per i sound system erano le 'white lebel' (singoli con l'etichetta bianca) completamente esclusivi. L'unico modo per avere dischi completamente esclusivi da usare in un 'clash' (scontro), con un altro sound system era incidere una 'dubplate' (acetato). I primi dub plates venivano incisi nello studio di King Tubby e piu' tardi a Channel One. Gli operatori dei sound system ci andavano e chiedevano di ascoltare il materiale inedito su multi-traccia e ne incidevano un mix.
Nel Gennaio del 1979, andai allo studio di King Tubby e chiesi se potevo incidere dei dub. Allora non mi resi conto, ma mi mise alla prova. Mi fece ascoltare una selezione di pezzi, e uno dopo l'altro, dissi che non lo volevo. Tuby fece finta di essere piuttosto arrabbiato, poi sorrise. Passò le chiavi al tecnico del suono il quale apri' un armadio, tirando fuori una bobina multitraccia e lo mise su. Chiesi di incidermi subito una copia. Fu il primo dub che incisi. Prendeva il multi-traccia e vi sostituiva la voce in modo da avere un mix diverso da quello che c'era in giro. Il risultato e' una dub plate unico, che nessun altro aveva. Poi prendeva la ritmica e lo stravolgeva con effetti.
Quando ci si trovava In un clash tra sound system, prima veniva suonata la versione vocale, poi si interrompeva, alzando la puntina dal disco, il dj parlava al microfono, e dopo si suonava la seconda parte, la versione dub. Il dj ci cantava o parlava sopra, oppure la si lasciava suonare.
I sound system sono un' po' come le squadre di calcio: hanno tifosi che molto orgogliosi del proprio sound system. I dub che suonavano erano esclusivi. Spendevano fino all'ultimo dollaro per comprare un dub. Lavoravano duro tutta la settimana e spendevano tutti i soldi guadagnati per incidere dei dub, Io prendevo l'aereo dall'inghilterra per la Giamaica! Questi erano incisioni esclusivi che nessun altro potava suonare, e usati in una gara, facevano vincere. Era tutta una questione di esclusività. Ricordo che allacciavano quattro sound system su un prato a downtown Kingston, Rockport o Montego Bay. Qualunque posto. Un clash tra sound system era preso molto sul serio. Cominciava con dei turni di mezz'ora, poi di un quarto d'ora, e finiva con un disco a testa. Originariamente, quando facevano questi clash, vi suonavano white label e dub mix esclusivi. Le gare divennero più ripetitive e si cominciò ad incidere dub con il proprio nome nella traccia di voce. Andavano dall'artista e gli chiedevano: 'Mi incidi una versione con il mio nome nel testo?' Poi si presentavano al clash con questi dub esclusivi, che nessun'altro sound system poteva suonare perche' nel pezzo c'era il loro nome. Poi si arrivò un punto che, se non c'era il nome del tuo sound system nel pezzo, non lo potevi suonare nel clash. Stiamo parlando di esclusivià a livelli incredibili!
Se ti presentavi ad un clash di sound system e suonavi 45, il pubblico ti cacciava a fischi. Eri k.o al primo round. A un certo punto, L'mc (vocalist) annunciava che i 45 erano vietati, ovvero: 'the 45 shop is locked.' e da li' in poi non potevi più suonarli, solo dub plate. A quel punto i sound system tiravano fuori i bauli con le incisioni esclusive. Un esempio poteva essere Plastic Smile dei Black Uhuru. Per partecipare ad un sound clash a New York, mi feci dare una ritmica da Sly and Robbie. Rintracciai Michael Rose dei Black Uhuru e andai in studio con lui per incidere una versione da suonare come dub esclusivo ad un clash, sapendo che nessun altro lo avrebbe suonato. Speravo che non lo avrebbe suonato nessun altro...Potevi avere investito una fortuna per inciderlo, ma se suoni un pezzo gia' sentito, vieni immediatamente buttato fuori dal clash: sei espulso. Quando si arriva a suonare un disco a testa, il pubblico ti fischia se non sei all'altezza e vieni eliminato. Bisogna avere idee originali per delle incisioni. Possono essere delle registrazioni vecchie che remixi, oppure registrazioni nuove.
A Brooklyn, New York, ogni anno a Novembre c'e' un sound clash mondiale. Mighty Crown, sound system dal Giappone, ha vinto qualche anno fa. Questo sound arrivò e devastò tutto. Attraverso gli anni avevano attentamente caricato il loro baule di munizioni. Quella notte eliminarono tutta la concorrenza vincendo la coppa del mondo. Dovetti competere contro loro un anno piu' tardi a un clash a Hartford, Conneticut.
Per mia fortuna, poco prima di entrare nel clash, Wycliff Jean mi passo' un dubplate che non gli avevo chiesto. Mi chiese se sapevo chi era al numero uno nella classifica americana, gli risposi che non lo sapevo perche' ero appena arrivato in aereo dall'Inghilterra quella mattina.
Wycliff mi disse: 'Suona questo nel clash contro Mighty Crown nel "un disco a testa" finale e guarda cosa succede.' E cosi' feci.
Ho suonato il dubplate. L'intro e' tratto da 'Maria Maria' di Carlos Santana e Wycliff Jean, ma le parole sono cambiate e dicono:
'Sound killer, sound killer, Rodigan murder every sound boy, Growing up in the land of England, Come to kill some boys from Japan, Tonight's your execution,'
Ovvero: 'Assassino dei Sound, Assassino dei Sound, Rodigan uccide tutti i ragazzi dei sound, Cresciuto in terra inglese, Viene ad uccidere i ragazzi giapponesi, Stanotte e' la vostra esecuzione,
La folla era impazzita!
Quando il pubblico alza in aria gli accendini, hai il 'forward', cioe' sei ancora in gara.
Una volta creato l'impatto e hai il 'forward', devi anticipare gli 'up', cioe' le alzate di accendini. O accetti il 'forward' e rimetti il pezzo da capo, oppure vai avanti e lasci suonare il pezzo per un altro po'. Il rischio e' che lo accetti e suoni il pezzo da capo, il secondo 'forward' potrebbe essere fiacco. Sta al tuo istinto se accettare il forward o lasciare suonare il pezzo. Questo e' in essenza, la sound system culture.
|