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Autore Topic: CAPLETON: "LE MIE PAROLE SONO FUOCO"  (Letto 650 volte)
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« il: 03 Aprile 2005, 15:40:10 »

CAPLETON: "LE MIE PAROLE SONO FUOCO"
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"Reign Of Fire" è uno degli album reggae più venduti dello scorso anno e la cosa non sorprende vista la grande qualità artistica del disco. Il fatto che non sia stato nominato per la vittoria finale del Grammy Award è parso a molti una vera ingiustizia. La popolarità di Capleton cresce senza freni, sia in Jamaica che nel resto del mondo. Ai suoi show accorrono migliaia di persone e molti suoi brani scalano le vette delle classifiche internazionali. Insomma Capleton è al top della sua carriera artistica. Recatosi negli Stati Uniti per un tour in combination con Cocoa Tea, Capleton si è visto annullare alcuni concerti per le proteste delle associazioni gay che più volte lo hanno accusato per le violente lyrics nei confronti degli omosessuali. Il recente accordo firmato tra le grandi label discografiche e alcune associazioni per i diritti degli omosessuali difficilmente metterà a freno la dialettica esplosiva del "prophet". Nell'unico suo show visto mentre eravamo in Jamaica - durante il Bob Marley Birthday Bash a Negril- si sono sprecati gli attacchi e i proclami omofobici ai quali il pubblico rispondeva con grande entusiasmo. Segno che l'artista non vuole depositare l'ascia di guerra. Per questo ci sembra importante pubblicare questa intervista nella quale Capleton difende le sue lyrics e i suoi messaggi e dove, ancora una volta, cerca di spiegare il significato di parole quali "burn" e "fire". Non sempre la sua spiegazione ci convince e sopratutto ci lascia perplessi quando paragona i suoi proclami a quello che dice George Bush (che in un'intervista realizzata negli anni scorsi paragonava a Satana, ndr).
T.K. Smith: L'ultima volta ho parlato con Cocoa Tea, che è in tour con te. Quante città avete toccato con il vostro spettacolo negli ultimi giorni e che tipo di vibes avete avvertito?
Capleton: Le vibes sono state grandi. Qualche show è stato cancellato a causa della non coretta interpretazione di alcune lyrics contenute nelle mie canzoni. A parte questo la gente ama le vibes e questo perchè le vibes rappresentano la musica. La gente conosce quello che facciamo. La gente sa che la nostra musica non fomenta la violenza contro nessuno e che il suo scopo è quello di educare ed innalzare le menti. Noi parliamo di purificazione e di salvezza. E quando diciamo "burn" (bruciare, ndr) non intendiamo il significato letterale della parola e sopratutto non diciamo alla gente di andare fuori e bruciare la gente o uccidere la gente. Cerchiamo solo di aiutare la gente a vedere se stanno percorrendo una strada errata, invitandoli a cambiare.

T.K. Smith: Nella dancehall si sta seriamente mettendo in discussione la libertà di parola.....
Capleton: Il primo emendamento della Costituzione Americana riguarda la libertà di parola. Quello che faccio è un'espressione artistica. In Jamaica [metaforicamente parlando] quando la gente dice cose come uccidi non per forza significa sparare realmente a qualcuno. Pensa per un istante a Bounty Killer: sia sul palco sia mentre registra un disco dirà parole come pistola oppure spara. In questo caso usa la sua bocca come pistola e le sue lyrics come pallottole. Anni fa Bob Marley fece una canzone intitolata "I Shot The Sherif". Subito dopo non andò fuori in strada a sparare allo sceriffo ne nessuno disse che la sua era una canzone che invitava ad uccidere. Bob sparava allo sceriffo con le parole. Non penso che sia giusto che qualcuno che non capisce la nostra cultura o il nostro linguaggio prova ad interpretarlo secondo le proprie convenienze o convinzioni.

T.K. Smith: Sai se c'è qualche iniziativa di gruppo degli artisti dancehall per contenere queste accuse?
Capleton: La Music Federation Of Jamaica ha un piano e noi sappiamo che sarà realizzato nel breve periodo. Stanno cercando di usare la nostra musica per favorire le loro cose. E' tutto un fatto politico a causa del livello che la nostra musica ha raggiunto. Stanno solo provando ad usare tutto questo come una cartina fumogena. Ripeto, è solo un modo per attaccare la nostra musica perchè sta diventando sempre di più forte e influente.

T.K. Smith: La principale associazione che sta portando avanti questa campagna contro alcuni artisti viene dall'Inghilterra e si chiama OutRage. Poi la protesta si è diffusa negli Stati Uniti ed oltre.
Capleton: Loro sono molto furbi e non hanno niente di meglio da fare. Cercano di farsi notare e causano problemi. George Bush è il presidente degli Stati Uniti e anche lui dice certe cose. Così non vedo perchè anche noi artisti non possiamo affrontare certi problemi. Ogni uomo ha il diritto di decidere del proprio destino. Ma esiste un giudizio e non c'è parzialità nel giudizio. La gente ha diritto alle proprie opinioni così come ha il diritto di criticare.

T.K.SMITH: Alcuni artisti si sono inchinati alle pressioni e si sono scusati.
Capleton: La musica è un'arte e ognuno dovrebbe cantare quello che sente dentro di se. Dovresti cantare delle cose che ti circondano, ogni giorno nella vita; le cose che osservi. Perciò non è giusto lanciare certi messaggi e dopo scusarsi per questo. Per le cose che diciamo contro l'immoralità, le ingiustizie, le diseguaglianze e lo sfruttamento, non dobbiamo mai chiedere scusa. Lo dico da tanto tempo e lo ribadisco ancora una volta. Quando dico fuoco non intendo il significato letterale della parola. Questo fuoco viene dalle parole, dalla vita che vivo. Questo fuoco arriva attraverso il suono e il potere. Parla di liberazione, di stima di se stessi e di autoconsapevolezza. Tutto quello che posso dire agli attivisti gay è grazie per la pubblicità che mi stanno facendo per questa controversia. La gente che non ha mai sentito il mio nome ora mi conosce bene grazie a tutti i giornali che hanno scritto sui diritti dei gay.


T.K.SMITH: Rispetto al 2003 dove ti sei visto poco, hai avuto un 2004 esplosivo e pieno di successi.
CAPLETON: Qualche volta devi dare delle possibilità anche ai giovani artisti. Nel 2003 mi sono fatto da parte così da dare anche agli altri la possibilità di avere un "pezzo della torta". Se decido di cantare su ogni grande riddim non dò la possibilità ai giovani artisti di emergere. Ricordalo. Solo Capleton pensa a questo. Buju Banton, Bounty Killer, Beenie Man, Baby Cham, Elephant Man e il grande Ninja Man. Tutti loro sono influenzati dal mio stile, dal mio modello e dai miei testi. Controlla e vedrai quanti di loro fanno bene quando Capleton si riposa. Chiedilo a loro quando li vedi.


T.K.SMITH: Sei uno degli artisti reggae più influenti e questo è un dato di fatto da tanto tempo.
CAPLETON: E' vero. Sono molto famoso e non solo grazie alla pubblicità. E' tutto amore. E' la gente ad avermi messo dove sono oggi. Alcuni mi accusano dicendo che la mia musica è molto aggressiva. Loro pensano che io non sia un tipo cordiale ma ciò è molto lontano dalla verità. Se mi avvicinate sentirete l'amore e sarete felicemente sorpresi. Quello che dico ai giovani è essere coscienti e positivi, restare forti. Andare a scuola e costruirsi la propria educazione. E restare fuori dal crimine e dalla droga. Non avere paura degli ostacoli che si incontrano nella vita. Mantenere la fede, restare attenti. E non lascairsi dire da nessuno quello che non puoi fare nella vita perchè ci sono delle cose benedette per ognuno di noi.

T.K.SMITH: Mi piace molto questo messaggio. Grazie per essere stato con noi.
CAPLETON: E' stato un piacere. MOST LOVE AND RESPECT

intervista realizzata da T.K.Smith

da www.reggaerevolution.it


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