Sanzioni, l’Iran attacca Berlusconi
“Non s’immischi in affari interni”
Ieri il premier, in visita in Israele, aveva detto che l’Italia è pronta a fare la sua parte contro la minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano. E aveva paragonato il presidente iraniano a Hitler. Oggi Berlusconi parla al parlamento di Israele
L’Iran attacca Berlusconi: le sue parole di ieri sono “una aperta interferenza negli affari interni di un Paese indipendente” e “complicano la situazione”. “Nel nostro Paese - ha detto Kazem Jalali, portavoce della commissione affari esteri del Parlamento iraniano, su posizioni conservatrici moderate - siamo capaci di risolvere i nostri problemi perché la nazione gode di una sviluppata cultura politica. Dichiarazioni come quelle di Berlusconi rendono le cose più complicate perché questa nazione, ogni volta che senta la presenza di una mano straniera in una questione, la rifiuta”. Non solo: le affermazioni del premier italiano, fatte durante la visita in Israele, sono parte di “una propaganda dei Paesi occidentali per creare un clima di “Iranofobia” nella regione al fine di soddisfare il regime sionista”. “La Repubblica islamica non è un pericolo - ha detto ancora Jalali - né rappresenterà un pericolo per la comunità internazionale o la regione”.
“L’Iran è un pericolo”
Ieri il premier aveva affermato che quella del programma nucleare iraniano è una minaccia a cui la comunità internazionale deve fare fronte: e l’Italia è pronta a fare la sua parte, anzitutto riducendo il suo interscambio commerciale con l’Iran. Berlusconi aveva anche paragonato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al Fuhrer tedesco Adolf Hitler.
L’intervento di oggi
Oggi Berlusconi ha parlato alla Knesset, il parlamento israeliano. Il premier ha definito “un’infamia” le leggi razziali del 1938 e ha assicurato che l’Italia guarda al popolo ebraico come a “un fratello maggiore”. Berlusconi è tornato sull’Iran, dicendo che “in una situazione che può aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l’intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire, con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l’armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leaders hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello stato ebraico”.
http://city.corriere.it/2010/02/04/milano/documenti/sanzioni-iran-attacca-berlusconi-non-s-immischi-affari-interni-20662709257.shtml