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carlitos
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« Risposta #1 il: 30 Ottobre 2009, 09:09:14 » |
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Presentazione del nuovo tour "Riportando tutto a casa, quindici anni dopo"
Riportando Tutto a Casa, quindici anni dopo
Proprio in questo periodo dell’anno, dopo un’estate passata a suonare tra centri sociali e feste - più o meno – “di partito”, il nostro disco d’esordio (precedentemente pubblicato con l’etichetta indipendente Helter Skelter e nel giro di pochissime settimane andato esaurito) veniva ripubblicato in versione “major” dalla PolyGram/ Black Out. L’operazione fu una novità per il mercato italiano: mai, nello stesso anno e a distanza di pochi mesi, si era assistito alla ristampa del medesimo disco, con lo stesso artwork e con l’unica differenza sostanziale dell’inclusione di una nuova canzone scritta per l’occasione, il duetto con la rockstar irlandese Bob Geldof. L’uscita del disco e l’apporto promozionale della nuova etichetta ci permise rapidamente di salire ad un ben diverso livello di visibilità, con il supporto di video promozionali e con l’appoggio di una stampa musicale ben disposta nei riguardi di questa strana manica di “sunador”. Il disco superò rapidamente le ventimila copie di vendita, non male all’epoca per degli esordienti, e ci aprì la strada ad una tournée nei club della penisola, che fino ad allora avevamo solo in parte toccato, avendo in precedenza potuto sostanzialmente contare solo sulla nostra opera di promoter di noi stessi. Fu proprio quella tournée che ci fece capire che potevamo, volendo, “provarci”. A vivere il sogno che da ormai un paio d’anni, consapevolmente o nei nostri desideri incoffessati, rincorrevamo: fare della musica la nostra professione. Il “processo” non fu, come naturale che fosse, semplice e privo di sofferenza e travaglio, e condusse nell’estate dell’anno successivo, il 1995, ad un importante confronto interno al gruppo, dal quale si originarono molti cambiamenti. Ma i concerti di quell’epoca, quando tutto si muoveva attorno a noi, il pubblico “cresceva” letteralmente dinanzi al palco, i giornalisti ci lusingavano e i discografici ti lanciavano più o meno interessate pacche sulle spalle, quei concerti rimangono nella memoria come quelli più punk, “intensi” e “spensierati” della nostra storia. Non poteva essere diversamente, viste le premesse. Dopo quindici anni dall’uscita del nostro primo disco e del suo conseguente tour, e in un nuovo momento “di passaggio” nella storia della nostra band, ci è sembrato bello, per un momento, ritagliarci uno spazio - temporale, sì, ma per noi anche emotivo e psicologico - per festeggiare questa ricorrenza e riprendere in mano la stessa scaletta di allora, che rifaremo identica. Al di là della nostalgia, per la voglia di “riviverla” suonandola dinanzi al pubblico. Un’occasione per tornare a calcare palchi di club che da molti anni - forse anche proprio da “quegli anni” - per le loro dimensioni non abbiamo più visitato e nei quali questa scaletta funzionerà come il parmigiano grattugiato sulla pasta. E un modo anche per tornare a suonare con il set di strumenti dell’epoca e per riproporre alcuni brani che, a parte i San Patrizio e le suonate nei pub, è da una vita che non riprendiamo in mano. Anche Contessa, che in quella scaletta emergeva già tra le prima canzoni live. Con questo non rinneghiamo nulla di ciò che abbiamo detto in questi anni al riguardo di questa canzone, e dei “perché e percome” non la suoniamo più nei nostri concerti “normali”. Ma qui il contesto è diverso, e crediamo proprio che sia comprensibile la sua presenza, proprio per il carattere di riproposizione di una scaletta “storica” (per noi, naturalmente!). Ci sembra che la sua “contestualizzazione” renda trascurabili tutte le riflessioni che ce l’hanno fatta “sfuggire di mano” nelle scalette degli ultimi otto anni. Il tour si spingerà fino al mese di gennaio del prossimo anno poi si chiuderà. Non c’è alcun interesse da parte nostra nel farlo diventare il nostro “nuovo” spettacolo. Anche perché di idee ne abbiamo fin troppe, c’è un disco alle spalle che non ha nemmeno un anno e uno spettacolo teatrale che, nonostante le difficoltà tecniche e i problemi che ci hanno nostro malgrado costretto a tenerlo ancora nel cassetto, è “vivo” e “pulsa” e prima o poi chiederà di essere portato al pubblico. Con noi a suonare, oltre all’ormai fedele Leo Sgavetti alla fisarmonica, l’amico Luca Serio Bertolini alla chitarra acustica. Luca, cantautore di razza con all’attivo due dischi solisti, è stato già nostro collaboratore come tecnico di palco per vari tour, e quest’anno ha già suonato con noi in un paio di occasioni. Al bouzouki e al banjo, poi, l’ennesimo ritorno in famiglia del nostro guru, mentore, primo stratega, fondatore, personal brain motivator: “sua maestà” Luciano “Lucio” Gaetani. Siete tutti avvisati: tenetevi forte perché ci sarà da ballare! Ottobre 2009, Dudu, Franco, Fry, Massimo, Robby
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