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Autore Topic: Intervista a MacroMarco di Gramigna Sound  (Letto 1434 volte)
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carlitos
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« il: 01 Maggio 2005, 15:36:44 »

Orecchie e puntine puntate sul reggae


Arrivato a Roma dalla Calabria, portandosi nel fagotto qualche vinile, ha iniziato come rapper e bit maker, oggi Macro Marco è uno tra i più seguiti dj reggae italiani. Le sue selezioni musicali sono un susseguirsi di ritmi solari, alternati in maniera fulminea ma armoniosa, ai quali è difficile resistano gli appassionati dei ritmi giamaicani. Lo abbiamo incontrato per farvi conoscere il suo mondo e, se volete, dargli uno sguardo; questo e quanto ci siamo detti.

R@: Quando e come la musica ha amplificato Marco rendendolo Macro?

MM: Marco è sempre stato un po' Macro… la musica è sempre stata al centro delle mie attenzioni, col passare degli anni, crescendo, e' diventata una cosa sempre più concreta, presente e centrale nella mia vita, fino a farmi essere così Macro da diventare la mia vera e propria occupazione.

R@: Il progetto al quale stai lavorando più assiduamente è Gramigna. Puoi spiegarci come nasce e in cosa consiste?

MM: Il "progetto" Gramigna nasce all'inizio del 2000 e si divide in due blocchi fondamentali. Uno chiamato "Gramigna production" cioè un'etichetta discografica, nata dall'esigenza di promuovere sonorità a noi vicine, prime fra tutte quelle calde della reggae music, ma con un occhio di riguardo a tutto ciò che si può definire "black", sonorità che ci hanno fatto crescere e che con noi sono cresciute. L'altro grosso blocco detto "Gramigna Sound" è la nostra espressione dal vivo, il nome sotto di cui si celano i nostri dj set, per usare un termine "comune", ma chi sa di cosa stiamo parlando, chi è stato ad una dancehall reggae, sa benissimo che il termine dj set e' molto riduttivo.

R@: Il tuo nome compare assieme a molti altri (tra cui Howie B.- Mikey Dread- Robert Owen) nella sezione artisti all'interno del sito www.redbullhomegroove.it. Puoi spiegare ai nostri lettori cos'è la redbull music accademy e illustrare i tuoi rapporti con questa ricca scuderia di DJ's?

MM: Da tre anni faccio parte del team dei dj RedBull Homegroove per l'Italia. Homegroove è un progetto che mira al miglioramento e al consolidamento di quella che è definita la "club culture" in tutti i suoi aspetti, dalla musica ai visuals, passando per la grafica e la comunicazione. E' una culla di nuovi talenti, che spesso e volentieri sono affiancati a mostri sacri della musica "elettronica", sia nei dancefloor, che negli studi di registrazione, proprio come accade, molto più in grande, nell'appuntamento annuale della RedBull Music Academy. Dal 1995 l'Academy permette a dj's e producers emergenti di partecipare a due settimane di workshop tenuti dai protagonisti del panorama musicale mondiale. Io ho avuto la fortuna di partecipare all'edizione del 2003 che si è tenuta a Città del Capo in Sud Africa, di esibirmi più volte li, di poter collaborare a stretto contatto con nomi del calibro di Patrice, Michael Reinbot (Compost Rec.), Marcus Intalex e molti altri, e soprattutto ho avuto la possibilità di condividere questa esperienza con altre 20 persone provenienti da tutto il mondo, di parlare e confrontarmi con loro. Ci sono quattro dj's, un italiano, un russo, un brasiliano e un tedesco… sembra una barzelletta, ma vi assicuro che e' una cosa serissima…

R@: Fai opera, tra le altre, di una particolare tecnica di mixaggio: il juggling. In cosa consiste?

MM: Non considererei il juggling nel reggae come una tecnica. Il Jugglin è un modo di pensare, di sentire e di vedere la musica, è la ricerca del tempo e dei tempi giusti, cassa e rullante, cassa e rullante, quel flow, quell'andamento che ti accompagna per tutta la serata e di cui ti accorgi solo quando la musica finisce perché fino ad un secondo prima che finisse ti sembrava una cosa troppo naturale.

R@ : C'è un'occasione, attinente al tuo lavoro, in cui ti sei emozionato più di qualunque altra?
MM: Beh… mi collego ad un paio di domande fa, sicuramente suonare a Città del Capo fino ad ora è stata l'esperienza più emozionante di tutte. Africa…

: R@ : Quali sono i colleghi che osservi e ascolti con più attenzione?

MM: Ascolto così tante cose che non riuscire a farti dei nomi. Posso dirti che mi piace molto ascoltare registrazioni di serate live in Giamaica e trasmissioni radio tramite internet, in modo da capire come vanno le cose nella "madre patria" e nel resto del mondo.

R@ : Sei un rapper, un dj e un beat maker. Ci parli della tua discografia?

MM: Come produttore ho collaborato con Brusco - che è anche l'mc di Gramigna Sound - per la realizzazione di entrambi i suoi album, con Mikey Dread, Sud Sound System, e Jaka. Ho prodotto interamente per la mia etichetta la fortunatissima compilation "Combo" , in cui cantavano molti degli esponenti di spicco della scena reggae italiana, e parzialmente il primo disco ufficiale della mia ex formazione Funky Cabaret. In più ho prodotto e ho cantato in molte tracce di molti prodotti rap. Tantissimi e quindi non elencabili quelli underground, tra le uscite ufficiali ho collaborato con Turi, Cor Veleno, Bassi Maestro e altri.

R@ : A quali dischi sei più affezionato e perché?

MM: E' come chiedere ad un padre a quale dei suoi figli vuole più bene, o come chiedere ad un figlio se vuole più bene alla madre o al padre…

R@: Ci dai un po' d'appuntamenti dove possiamo sentirti suonare?

MM: Come Gramigna Sound, fino a fine maggio continuerà il nostro appuntamento fisso settimanale del mercoledì al Metaverso, un piccolo ed accogliente club che si trova a via di Monte Testaccio a Roma, la serata si chiama "Hot In Di Club" e l'ingresso è libero. Per maggiori informazioni e per tutte le altre date si può consultare il sito www.gramignaproduction.com

R@ : I tuoi progetti futuri?

MM: Continuare a fare quello che faccio cercando di farlo sempre meglio, se ci riesco il resto verrà da se com'è successo fino ad ora.

R@ : Sai darmi una definizione della musica che suoni come una tua poesia che le dedichi?

MM: La mia musica è musica… se fosse una mia poesia sarei disoccupato.

Questo è ciò che ci ha raccontato Macro Marco. Non vi basta? Provate ad andare ad uno dei suoi dj set e, se uno dei brani che ascolterete in quell'occasione vi piace particolarmente, gridate "pullup"il dj sarà felice di farvela riascoltare immediatamente.

da www.rivistaonline.com


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