LA POLIZIA ARRESTA ANCHE FANTAN MOJAH
"Ci risiamo! Ancora una volta la polizia jamaicana ha voluto partecipare attivamente all'epilogo di un grande concerto, prima brandendo le pistole per sparare alcuni colpi di avvertimento e poi portandosi nella locale stazione di polizia di Savanna-La-Mar, l'artista Fantan Mojah.
E così dopo l'East Fest - durante il quale Sizzla era stato portato in prigione per avere usato un linguaggio poco gentile - anche un altro grande festival (il Western Consciousness) è terminato nella maniera peggiore. L'accusa è uguale: Fantan avrebbe detto frasi offensive ed indecenti. Tutto e successo in rapida successione. L'artista avrebbe dovuto chiudere lo show quando oramai erano le cinque del mattino, con una breve esibizione di 15 minuti. Ma ecco che, dopo appena cinque minuti e una sola canzone cantata, Fantan si è visto spegnere il microfono. La polizia aveva detto basta, era ora che tutti andassero a casa.
Il giovane singer si è arrabbiato parecchio e tra le diverse cose esternate, ha detto chiaramente che era un atto di violenza contro un Rasta e subito dopo ha abbandonato lo stage. Anche il pubblico presente non ha gradito ed è cominciato il lancio delle bottiglie sul palco mentre molti guadagnavano in fretta l'uscita. Per frenare l'irruenza di alcuni la polizia ha cominciato a sparare - in alto fortunatamente - e così ha ripreso in mano una situazione che rischiava di degenerare ulteriormente. Fantan Mojah è stato preso e portato alla stazione della polizia e dopo qualche ora è stato rilasciato: Dovrà comparire di fronte alla Corte che deciderà se condannarlo o meno.
Fantan Mojah - che è uno degli artisti più famosi in questo momento in Jamaica - si è difeso dichiarando "Prima mi hanno detto che avrei suonato per 15 minuti e poi me ne hanno dato solo cinque. Mi hanno permesso di suonare solo una canzone. Non intendevo offendere nessuno ma mi sono sentito frustrato. Non appena mi hanno staccato il microfono ho pensato che fosse un sabotaggio. La gente era lì per vedermi e così si sono arrabbiati e hanno cominciato a lanciare bottiglie".
Al di la dei fatti, comunque importanti, resta la sensazione che molte di queste azioni della polizia siano mirate a creare un clima di paura tra gli artisti, limitandone così la libertà di espressione. La musica in Jamaica è sempre stata anche una forma di protesta e lotta contro il potere. Il rapporto tra la polizia e gli artisti è sempre stato turbolento. A titolo di esempio basta ricordare quello che successe a Peter Tosh che venne portato nella stazione di polizia per essere picchiato e torturato. Insomma la polizia sembra che abbia tutta l'intenzione di utilizzare, appena se ne presenta l'occasione, l'ampia discrezionalità concessa dalla legge varata dal governo jamaicano per limitare l'uso, durante le manifestazioni in pubblico, di un linguaggio violento e indecente. Il problema è che questa norma è troppo generica e lascia ampio spazio interpretativo alle forze dell'ordine per decidere quando alcune frasi superino il limite. E si sa che quando dai questo potere ad una delle polizie più violente e corrotte del mondo, il risultato non può che essere uno: repressione.
LO SHOW
A leggere l'articolo apparso sul Jamaican Observer riguardante lo show Western Consciousness, sembra che tutto sia andato più che bene. Non solo la cronista non cita l'arresto di Fantan Mojah ma si lancia addirittura in parole di ammirazione per la polizia che era stata efficiente e pronta. Due sono le ipotesi: o già era andata a casa e chi gli ha raccontato l'accaduto lo ha fatto con un po' di fantasia, oppure realmente non si è accorta di nulla.
L'articolo comunque ci permette di vivere le grandi vibrazioni che ha trasmesso la 17° edizione del Western Consciousness che si è tenuto a Savanna-La-Mar, lo scorso 24 aprile. D'altronde il line up era di tutto rispetto e le attese di assistere ad un grande evento sono state rispettate (tranne purtroppo la brutta conclusione). Dopo che alcuni artisti locali hanno riscaldato un po' l'atmosfera, è arrivato il momento dei grandi big. Ad aprire questa successione travolgente è stato Beres Hammond e la sua inseparabile Harmony House. Allo scoccare della prima nota il pubblico ha mostrato tutto il suo amore verso questo incredibile artista. E lui non li ha per nulla deluso. Anzi Beres ha costruito un live set memorabile grazie anche alla bravura dei musicisti che lo accompagnavano e che hanno fatto della Harmony House una delle band reggae più brave in circolazione. La scaletta ha proposto diversi grandi successi di Beres Hammond quali "Resistence", "Double Trouble" e "She Loves Me Now".
Subito dopo è arrivato Bushman che con il suo"carisma, la sua voce potente, le sue ispirate lyrics e la sua immensa presenza sul palco", ha coinvolto totalmente il pubblico presente nonostante abbia proposto anche brani poco conosciuti. Non sono però mancate alcune delle sue tunes più coinvolgenti come "Fire Bun A Weak Heart", rivisitata e riproposta in uno stile particolare, "African Woman" accolta con grandi acclamazioni dal pubblico femminile, e il suo successo più recente, la travolgente e bellissima "Downtown".
Più classica e senza tante sorprese l'esibizione dei Morgan Heritage anche se hanno dimostrato ancora una volta grande classe e tanta spiritualità. Da "She's Still Loving Me" a "Reggae Bring Back Love", fino "Down By The River" - cantata a cappella da Gramps - il loro show è stato intenso e come sempre coinvolgente.
Grandi emozioni ha suscitato l'esibizione del mito Jonh Holt e della sua musica immortale. In coro il pubblico ha cantato hits quali "Tonight", "Ali Baba", "Stick By Me" e "A Love I Can Feel", prima di chiudere con "Police In Helicopter". Grande rispetto per questo mito della reggae music.
La sezione finale dello show era dedicata a giovani artisti, espressione "della nuova ondata di Rasta consciousness". Deludente l'esibizione di Chezidek al quale nemmeno il suo successo "Leave The Tree" gli ha permesso di stabilire una connessione con l'audience. Bene accolto invece il live set di I Wayne, grazie anche alla magica accoglienza che la folla gli tributa quando propone le due hits "Lava Ground" e "Can't Satisfy Her".
Prima che arrivasse Fantan Mojah e che lo show si chiudesse come tutti sappiamo, c'è stata l'esibizione di Turbolence, vero idolo del pubblico jamaicano in questo momento grazie al grande successo che sta avendo il suo singolo "Notorious", al primo posto nella classifica jamaicana.
Fonte: The Observer.- The Star
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