25 Maggio 2012, 08:00:16
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Autore Topic: STEVE JOBS 1955-2011  (Letto 400 volte)
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astridsmile
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MILANESE DI NASCITA .... MA NON FIGHETTINA !


« il: 06 Ottobre 2011, 09:22:14 »

http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_06/jobs-biografia_c6713ef6-efd9-11e0-afdf-a2af759d2c3b.shtml
«Siate affamati, siate folli»,
la vita dell'uomo che ha saputo osare
Steve Jobs fu dato in adozione ancora in fasce
Lasciò l'università e fondò la Apple
MILANO - «Siate affamati, siate folli». La filosofia di vita di Steve Jobs è tutta contenuta nelle parole pronunciate nel 2005 davanti agli studenti dell'Università di Stanford. Un invito a provare, a rischiare.
L'INFANZIA - Jobs era nato in California a Green Bay, nel 24 febbraio 1955 e fu dato in adozione dai genitori naturali, l'americana Joanne Carole Schieble e il professore siriano Abdulfattah Jandali. Fu affidato ancora in fasce a una famiglia che avrebbe dovuto garantirgli un futuro migliore, consentendogli di iscriversi all'università. La coppia però si tirò indietro all'ultimo momento e Jobs fu così allevato da Paul e Clara Jobs, una coppia medio borghese di Santa Clara Valley, in California.
LA CARRIERA - Fin da bambino si mise in luce per le sue capacità scientifiche e si diplomò a 17 anni nel 1972 alla Homestead High School di Cupertino, dove quattro anni dopo sarà fondata Apple. Nello stesso anno si iscrisse al Reed College di Portland, per specializzarsi in informatica, ma dopo un semestre decise di abbandonare l'università, dove però continuò a seguire alcuni corsi. Nel 1974 Jobs coinvolse il suo ex compagno di liceo e amico Steve Wozniak e insieme il primo aprile 1976 fondarono Apple Computer: Apple I fu il primo modello prodotto, ne seguirono molti altri. Wozniak dopo un incidente aereo nel 1983 lasciò Apple e Jobs «arruolò» l'allora presidente di Pepsi, John Sculley. Una mossa pessima: a seguito dell'insuccesso del lancio di Apple III e degli attriti con Sculley nel 1985, Jobs lasciò la società per fondare Next Computer. Il 1995 è l'anno più difficile della storia di Apple. Il nuovo amministratore delegato Gil Amelio offre in licenza il sistema operativo di Apple ad altri produttori di pc, poi si fa da parte, ripescando Jobs, che torna alla guida della società nel dicembre 1996. Da lì in poi è la svolta: nel 2002 è la volta dell'iPod e dello sviluppo della piattaforma Itunes, il più grande mercato virtuale legalizzato di musica. Negli anni successivi arrivano l'iBook (2004), il MacBook (2005) ed il G4 (2003/2004), poi l'iPhone e l'iPad.
LA MALATTIA - Nel 2004 Jobs parlò del cancro che lo aveva colpito, dicendo di aver superato il primo intervento e di non aver bisogno di chemioterapie. Anche in quei mesi a sostituirlo fu chiamato il suo braccio destro, Tim Cook. Nel 2009 subì un trapianto di fegato, dal quale secondo qualcuno non si riprese mai del tutto. Il 24 agosto scorso ha lasciato la guida di Apple, passando il timone a Tim Cook, che il 4 ottobre ha presentato iPhone 4S. Il giorno dopo, Steve Jobs è morto.
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« Risposta #1 il: 06 Ottobre 2011, 09:50:30 »



Eri un geniale figlio di puttana.

Grazie!!


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« Ultima modifica: 06 Ottobre 2011, 10:02:16 da Turkistan » Loggato

"Lo scopo della vita è la felicità. La felicità è una condizione interiore che noi stessi dobbiamo costruire. La felicità esiste dentro di noi. È per questo che per essere felici ciò che conta è il proprio mondo interiore, il proprio stato vitale. La felicità non si trova in qualche luogo lontano nello spazio e nel tempo. La felicità esiste dentro la nostra vita, in un singolo pensiero della nostra mente. "











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« Risposta #2 il: 06 Ottobre 2011, 13:45:47 »

Grazie al cazzo che possono starsene affamati e folli i laureandi di Stanford che possono permettersi di pagare 50000$ all'anno di retta... perchè non è andato a dirlo ai dipendenti Foxxconn che gli montano gli iphone e si suicidano per i ritmi di lavoro massacranti.

detto questo è da riconoscergli che ha rivoluzionato il modo di pensare l'informatica, soprattutto per l'informatizzazione di massa e della diffusione del personal computer, era un genio si ma del marketin, nel capire in anticipo cosa avrebbe voluto il mercato...genio dell'informatica invece è un'altra cosa.
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« Risposta #3 il: 06 Ottobre 2011, 14:02:31 »




Da: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_6/lutto-apple-store-de-santis-1901741148098.shtml


"Ci ha dato tanto, e se l’è fatto pure pagare…"


In effetti.......



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« Risposta #4 il: 06 Ottobre 2011, 18:19:56 »




RAI 3 - 21.05

Speciale Agorà: Steve Jobs - L'uomo che sussurrava al futuro


Da: http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/solotesto.jsp?regione=&pagina=505&sottopagina=1


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« Risposta #5 il: 07 Ottobre 2011, 16:02:17 »

Grazie al cazzo che possono starsene affamati e folli i laureandi di Stanford che possono permettersi di pagare 50000$ all'anno di retta... perchè non è andato a dirlo ai dipendenti Foxxconn che gli montano gli iphone e si suicidano per i ritmi di lavoro massacranti.


CONDIVIDO IL PORBIA PENSIERO.. INOLTRE HA AVUTO LA FORTUNA DI  CREDERE IN UN PRODOTTO CHE SI E DIMOSTRATO IL FUTURO... MA SE NON FOSSE ANDATO COSI'... SE SI FOSSE MESSO A FABBRICARE PALLET COME ME....

EHHH....

TOLTO QUESTO... MASSIMO RISPETTO PER QUELLO CHE HA FATTO.... E CREATO.....   

RIP
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« Risposta #6 il: 24 Ottobre 2011, 15:43:52 »




Ha detto di Bill Gates:
"Gli auguro il meglio, davvero. Penso solo che lui e la Microsoft pensano un po’ in piccolo. Bil Gates sarebbe un ragazzo di più ampie vedute se si fosse calato un acido una volta o fosse andato in un ashram quando era più giovane."


Da: http://tinyurl.com/63asdzy



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« Risposta #7 il: 24 Ottobre 2011, 18:04:46 »

rendere omaggio anche a lui http://247.libero.it/focus/19613626/5/morto-dennis-ritchie-creatore-di-c-e-unix/ 
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UNA APPLE AL GIORNO TOGLIE WINDOWS DI TORNO





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« Risposta #8 il: 24 Ottobre 2011, 20:19:15 »




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« Risposta #9 il: 09 Febbraio 2012, 18:58:48 »



9 febbraio 2012 | 19:39


Jobs drogato, disonesto e tirchio

Pubblicato il dossier dell'Fbi

Reso pubblico il file del Bureau sul fondatore della Apple


Dal nostro corrispondente ALESSANDRA FARKAS


NEW YORK – Steve Jobs drogato, disonesto e tirchio coi famigliari. È il quadro che emerge da un dossier dell’Fbi che oggi pubblica sul suo sito web le 191 pagine del file segreto relativo a «Steven Paul Jobs». Un documento definito «molto più divertente della sua biografia ufficiale» dal New York Magazine.

Avviata nel 1985, quando il padre di Apple morto di tumore lo scorso 5 ottobre fu preso di mira da un ricattatore che minacciò di farlo saltare in aria se non gli avesse versato un milione di dollari, l’indagine del Bureau si è estesa più tardi. Quando il suo nome emerse tra i candidati all’US President’s Export Council dell’allora amministrazione di George Bush padre. Si trattava di un incarico prestigioso che però non gli venne mai accordato. Dopo aver intervistato 15 persone del suo entourage (amici ed impiegati) l’Fbi ritenne forse che aveva troppi «scheletri nell’armadio». Tra gli scogli elencati nel documento: il suo uso di droghe illegali tra gli anni 60 e 70 («non sappiamo se ne fa ancora uso», dichiara un’anonima gola profonda ai federali) e la sua presunta disonestà.

Steve Jobs e le sue creazioni Steve Jobs e le sue creazioni    Steve Jobs e le sue creazioni    Steve Jobs e le sue creazioni    Steve Jobs e le sue creazioni    Steve Jobs e le sue creazioni

«Diversi agenti misero in dubbio l’integrità di Jobs», si legge nelle carte, «un uomo pronto a distorcere la verità e piegare la realtà per raggiungere i propri obiettivi». Altri testimoni incaricati di spettegolare sulla sua privacy commentarono che «in passato egli non ha mantenuto la madre della figlia avuta da una relazione extraconiugale» e neppure «la bambina» (Lisa, nata nel 1978 e cresciuta povera e con gli assegni statali, quando Jobs si rifiutò di riconoscerne la paternità). Un ex «amico» – rimasto anonimo – sostiene che «il suo carattere morale è discutibile» e che «egli possiede integrità solo quando gli conviene». Il sito Gawker, uno dei primi a visionare i file, si dice sconcertato. «Ho letto molti fascicoli relativi ad indagini Fbi», scrive John Cook, «ma è raro trovare informazioni offensive come queste». È ironico che ad infangarlo siano proprio le persone da lui stesso messe a disposizione dei federali: «la prova», afferma Cook, «che non conosceva bene i suoi amici». Secondo l’informato Business Insider.com l’Fbi non ha mai digerito l’atteggiamento spocchioso di Jobs che avrebbe rifiutato i numerosi inviti del Bureau a farsi intervistare. La sua scusa: «Sono troppo preso, non posso perdere un’ora del mio tempo seduto a parlare con voi». L’unica nota positiva che emerge dalle carte: «Jobs non ha parenti nei Paesi controllati dai comunisti».


http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_09/steve-jobs-farkas_a14575e4-533d-11e1-8f96-43ef75befe7d.shtml



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